Ridurre consumi e sprechi: le eco-guide di Effetto Terra - parte III

Continua il nostro viaggio tra il risparmio. In questo capitolo parliamo di acqua, comprarla imbottigliata o berla dal rubinetto. Pro e contro di una scelta condizionata dalla pubblicità delle multinazionali della bottiglia, celando molte volte gli ottimi risultati delle analisi dell’acqua del rubinetto.

L’acqua è l’acqua. E’ questo che molte volte ci si sente dire quando si chiede: "che acqua bevi?". Così come si sente dire che l’acqua dal rubinetto fa male o chissà cosa c’è dentro.  Tutti luoghi comuni da sfatare condizionati fortemente dalla pubblicità. Avete mai notato ad esempio quante foto di neonati ci sono sulle etichette delle bottiglie d’acqua? Sapete cosa significa: che l’acqua contenuta è così buona e pura che persino un neonato la può bere o miscelare insieme al latte.
Ci spiace ma non sempre è così, perché il più delle volte i dati citati nelle etichette non sono così positivi per un’alimentazione di un neonato (per un’informazione dettagliata leggere qui)
Bisogna sapere che se l’acqua è definita oro blu, avviene perché rappresenta un businnes incredibile nel mondo, tant'è che chi ne controlla le fonti può determinare assetti geopolitici nuovi, tenendo presente che non tutte le popolazioni del mondo ne dispongono a sufficienza; inoltre dobbiamo sapere che parliamo di un bene comune, e quindi per diritto accessibile a tutti,  che da tempo è minacciato di essere messo in vendita come qualsiasi altra merce.
Nel mondo si consumano 600 miliardi di litri d’acqua, 81 milioni di litri di petrolio, per produrre le bottiglie in plastica in cui inserire 154 miliardi di litri d’acqua minerale. Senza contare l’anidride carbonica immessa nell’atmosfera per i trasporti. Tutto ciò rappresenta un giro di affari da 2,3 miliardi di euro nel solo 2008 per le ditte imbottigliatrici, che a fronte di tale profitto corrispondono canoni di locazione per l’uso delle fonti veramente irrisori.
Bere l’acqua dal rubinetto significa  abbattere costi e inquinamento; significa utilizzare un bene comune che già paghiamo con le tasse sull’acqua corrente e inoltre, utilizziamo un bene controllato e salutare. Diverse aziende che gestiscono gli acquedotti hanno preso l’abitudine di pubblicare su internet le caratteristiche dell’acqua dell’acquedotto e quindi tutti possiamo tenerli sotto controllo. L’acqua del rubinetto viene analizzata obbligatoriamente dal gestore del servizio idrico e dall’Asl per legge. Deve essere adatta al consumo umano e deve rispettare per legge almeno 62 parametri di qualità chimica, fisica e batteriologica e altri possono essere aggiunti in specifiche situazioni locali. A Torino ad esempio ormai è distribuita nelle scuole, dai nidi alle elementari. Esistono poi progetti che fanno dell’utilizzo “dell’acqua del sindaco” un fiore all’occhiello, come quelli che si possono leggere qui e qui.
Oltre a informazioni su<strong>lla riduezione dei consumi e degli sprechi,</strong> su Effetto Terra, puoi trovare informazioni su energia, acqua, consumi consapevoli, consultare le nostre<strong> ecoguide</strong> e iscriverti a <a href="http://www.effettoterra.org/archivio-newsletter">newsletter</a>,<a href="http://www.effettoterra.org/directory">segnalare siti</a> e partecipare a <a href="http://www.effettoterra.org/forum">forum</a>, nonchè visitare i <a href="http://www.effettoterra.org/siti_consigliati.html">siti consigliati</a>, che trattano queste tematiche."

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