Slow Fish: la pesca è sostenibile

Si è conclusa in questi giorni Slow Fish, la quarta edizione della fiera internazionale della pesca sostenibile. Un grande evento per avviare una riflessione ed una conseguente educazione, in tema di pesca e consumo del pesce dei nostri mari.

E' forse l'evento che più si sposa con la tradizione marina italiana, quella della cultura e dell'educazione in materia di pesca e di consumo di pesce. La penisola italiana ha, come naturale, nel suo dna, la pesca come attività prediletta nei territori e nelle isole che sono bagnati dai mari che confinano con la terra ferma. Il pesce, come gli orti per i territori interni, è da sempre stato il primo sostentamento delle popolazioni, fino a divenire alimento di lusso. Nel tempo la pesca ha assunto connotati industriali e il ruolo dei pescatori, per come lo abbiamo sempre conosciuto, ha perso le caratteristiche originarie, divenendo lavoro di produzione, a ritmi industriali.
Slow Fish, da quattro anni a questa parte prova a invertire la tendenza rispetto a tutto ciò, riportando la pesca nei suoi giusti cannoni, e dando al pescatore la valenza di uomo esperto e amante del mare, che non solo usa la rete come mestiere; al contempo anche il consumatore, non si può limitare ad essere un mero fruitore del prodotto che si basa sulla moda del momento. Conoscere e rispettare ciò che si compra e si mangia è la più grossa differenza che esiste tra i metodi di consumo esistenti.
L'edizione di quest'anno ha coinvolto circa 1000 bambini e ragazzi che hanno partecipato alle tante attività didattiche proposte a Slow Fish.  In Alice nel mare delle meraviglie, le classi in visita alla manifestazione hanno potuto scoprire, attraverso l'aiuto di biologi marini, pescatori ed educatori, il variegato mondo del mare, scoprendo la filiera del pesce. "Ogni incontro prevede all'inizio l'arrivo del pescato giornaliero, che andava smistato proprio come si trattasse di una rete appena sollevata dall'acqua. Tra risate e stupore i bimbi procedono con la divisione di potassoli e acciughe, imparano poi a pulirli e sfilettarli, e concludono la loro lezione con uno spuntino preparato utilizzando le tipologie di pesci appena conosciute.
La comprensione dell'importanza dell'educazione alimentare è stata testimoniata dalle tante famiglie che a Slow Fish hanno fatto partecipare i loro piccoli alle attività di Gusto o sbagliato?, giochi ospitati nello stand Slow Food con l'obiettivo di fare conoscere il cibo attraverso semplici ma non banali esperienze sensoriali. Un'attività particolare è stata poi proposta in occasione della presentazione del libro di Alex Roggero La banda del blu (ed. Rizzoli): immedesimandosi ciascuno in una tipologia di pesce, i bambini hanno potuto avvicinarsi in modo ludico e divertente ai concetti di biodiversità marina e pesca sostenibile."

Fonte: Slow Fish

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