Stop alla contraffazione dell’olio extravergine

Alla notizia del super contrassegno anti frode sulle bottiglie di olio extravergine d'oliva 100% made in Italy, i produttori del cosiddetto “oro verde" avranno sicuramente esultato. La svolta, arriva dopo anni di dure battaglie contro i tarocca tori del prezioso olio extravergine d’oliva. Una soluzione inedita per questo tipo di prodotto, adottata grazie alla cooperazione di Cia, Cno (Consorzio nazionale degli olivicoltori) e dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
 
Il provvedimento, definito dagli esperti antifrode alimentare come “una pietra tombale su chi fino ad oggi non ha operato nella massima trasparenza” ha la finalità di garantire l’origine e la trasparenza dei processi produttivi dell’olio, e che preserva i consumatori italiani e internazionali da possibili truffe. Il tagliando, servirà innanzitutto per il riconoscimento del prodotto, mediante un sistema informativo codificato, fornirà informazioni sui canali di distribuzione e sulla loro tracciabilità che “racconterà” la storia del prodotto etichettato.

Alla presentazione hanno partecipato il presidente del Cno Gennaro Sicolo, il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino, l'amministratore delegato dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Paolo Aielli, gli onorevoli Colomba Mongiello e Dario Stefano, il direttore di Qualivita e consigliere del ministro delle Politiche agricole Mauro Rosati che, nel manifestare tutta la loro soddisfazione per questo nuovo “provvedimento antifrode”, hanno dichiarato come il comparto dell’olivicoltura, con più di 700.000 aziende presenti sul territorio e un ingente volume d’affari, costituisca uno dei settori più prolifici d’Italia. Con questa iniziativa, che richiede precisi e determinati requisiti sia sull'origine delle olive che su tutti quei processi che portano all’imbottigliamento, si mira all’eliminazione di quell’affare criminale che smuove oltre 1,5 miliardi d’euro l’anno e che, inevitabilmente, incide negativamente sul lavoro e gli sforzi qualitativi delle produzioni.

Fonti:maremmanews.it; alternativasostenibile.it;

 

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