Succede sempre con McDonald’s

McPuddu’s e' una rivendita alimentare a Santa Maria Navarrese, in Sardegna che serve culurgiones, seasadas, pane carasau e piatti tipici della zona in cui sorge, l’Ogliastra. Cosa può avere in comune con la multinazionale dell’hamburger? Niente è chiaro se non il suffisso Mc sull’insegna, quel tanto che basta a ricevere una diffida legale dagli avvocati del colosso americano.

Non è la prima volta che riportiamo un caso del genere e probabilmente non sarà neanche l’ultima. Tutti conoscono il colosso del mangiare poco sano e molto in fretta McDonald’s. La sua diffusione è capillare nel mondo, le sue insegne sono presenti in qualsiasi città del globo. E’ l’omologazione del cibo per eccellenza e nonostante gli sforzi nel campo del marketing, poco ha a che vedere con un’alimentazione sana e consona ai bambini verso i quali “il Mc” rivolge martellanti pubblicità cospargendoli di regali. Per comprendere bene cos’è la multinazionale in oggetto, invitiamo i lettori a guardare Super Size Me un film-documentario del 2004 diretto ed interpretato da Morgan Spurlock, un filmaker statunitense indipendente che ha filmato la sua conoscenza con i fast food di Ronald (il celebre clown ndr.) alimentandosi per un mese, tre volte al giorno, ogni giorno , presso le sue sedi ,interrompendo contemporaneamente ogni attività fisica  e documentando tutti i cambiamenti fisici e psicologici avvenuti. Oltre a questo, Spurlock esplora l'enorme potere della catena sull'industria dei fast food e come questa incoraggi un'alimentazione povera per massimizzare il proprio profitto.
Santa Maria Navarrese è un paese sulla costa est della Sardegna che conta 1600 anime durante l’estate, e compone insieme ad altre località l’Ogliastra. Qui hanno sede due rivendite alimentari che fino a pochi giorni fa si chiamavano McPuddu’s e McFruttu’s, il primo dal cognome del proprietario, che vendevano prodotti tipici della tradizione sarda “da passeggio”, nulla a che vedere con hamburger e patatine. Anzi, il piatto tipico è il curgiulones, una sfoglia di pasta di semola di grano duro ripiena di pecorino ovviamente sardo fresco, patate e menta naturale. E’ uno dei piatti veloci della cultura culinaria Sarda perché richiede due minuti di cottura, ma non ha nulla del mondo del “fast”. Nonostante questo, il titolare delle due rivenditorie si è visto recapitare ben due diffide da parte dello studio legale italiano di McDonald’s che invitavano (o minacciavano legalmente) Ivan Puddu a cambiare nome alle sue ditte, perché”rischia di generare confusione tra i clienti”. L’imprenditore sardo dapprima ha preso a ridere l’avviso ma al secondo richiamo da parte degli avvocati del colosso ha reso nota la diffida censurando le sue insegne con un cartello che ha trasformato il suffisso Mc in De, per paura di cause milionarie.
Una storia che rasenta il ridicolo ma purtroppo è tremendamente vera tant’è che la Regione Sardegna si è schierata subito al fianco del “Mc curgiulones”, così come il patron di Slow Food, Carlin Petrini, che esprimendo solidarietà a Puddu ha dichiarato che “Un'arroganza così stupida, che mi verrebbe voglia di aprire un Mc Carlin's!"
Mc Donald’s non è nuovo a questa pratica, che si aggiunge ad una strategia di insediamento territoriale che mira a far chiudere ogni seppur lontana concorrenza laddove apre una sede. Famosissimo è l’esempio del panettiere di Altamura che fece chiudere il fast food del piccolo paese a colpi di solidarietà e focaccia, divenendo famoso in tutto il mondo.
Più recente è il caso di Mac Bun, un “agrihamburgheria” di Rivoli in provincia di Torino che si è vista le stesse diffide di McPuddu’s per il suffisso Mac troppo simile a Mc. In piemontese Mac Bun significa “solo buono”, ma per timore di cause milionarie il locale oggi si chiama M**Bun e serve solo cibo piemontese, neanche troppo velocemente.

 
Fonte: LaStampa, Repubblica
 
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