La giunta comunale, con una delibera che porta la firma degli assessori Tricarico, Altamura e Mangone, ha proposto di inserire la norma che vieta la distribuzione dei sacchetti di plastica nel regolamento di polizia urbana. Il definitivo divieto scatterà però dopo l'approvazione del provvedimento da parte del consiglio comunale, nei prossimi giorni.
Torino precede di quasi un anno l’applicazione italiana alla direttiva europea che ha messo al bando la produzione e la commercializzazione degli shoppers di plastica non biodegrabile a partire dallo scorso gennaio. Il governo, in sede Europea ha chiesto ed ottenuto di non ottemperare alla Ue EN 13432 sugli imballaggi, rimandando la sua applicazione al gennaio del 2011, ma la Città di Torino mantiene fede alla tabella di marcia europea e dopo quasi un anno di rodaggio con la diffusione attraverso progetti appositi, di buone pratiche che consentano ai cittadini e ai commercianti di adeguarsi alla legge comunale, ora ne fa scattare. La Giunta ha già approvato la delibera in questione, presentata la scorsa estate per la prima volta, ed ora l’iter richiede il vaglio del consiglio che avverrà presumibilmente nei prossimi giorni. Il divieto varrà un po’ per tutti: supermercati, negozi, bar, produttori agricoli e mercati. I sacchetti di plastica non potranno più essere né distribuiti gratuitamente né venduti: salvo esaurimento delle scorte acquistate in precedenza.
La Città vieterà "agli esercizi commerciali, artigianali e di somministrazione alimenti e bevande, esercenti attività sul territorio comunale, in sede fissa o su area pubblica, nonché ai produttori agricoli che effettuano l'attività di vendita al dettaglio sui mercati cittadini". L'accordo parte dalle categorie del commercio alimentare che sono le prime nelle classifiche dei distributori di shoppers, ed è nato proprio dal dialogo tra l’istituzione cittadina e le associazioni di categoria.
“Solo in Italia - fa notare l'assessore all'Ambiente Roberto Tricarico - vengono prodotti ogni anno oltre 10 miliardi di sacchetti: in termini di peso sono circa 260mila tonnellate, delle quali il 28 per cento diventa rifiuto. E l'ambiente impiega ben 400 anni a distruggere un sacchetto di plastica non correttamente smaltito. L'impianto di compostaggio di Borgaro, che lavora tutto il materiale organico raccolto con la differenziata a Torino, è attrezzato a ricevere le shopper di polietilene, ma avrebbe notevoli vantaggi in termini di qualità del processo di lavorazione se si usasse il mater-bi”.
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