Jingle Bells, il Natale è alle porte. Anche se la recessione pesa sugli acquisti, nelle case è difficile rinunciare alla tradizione dell'albero. Lustrini, stelle comete, palline colorate, neve finta e luminarie: ma in quest'atmosfera calda e accogliente c'è ancora spazio per pensare all'ambiente?
Ogni anno, in questo periodo, si ripropone il dilemma: meglio un albero vero o uno vivo? La risposta appare evidente, ma forse non è del tutto scontata.
C'è chi considera un abete nuovo la sola opzione possibile per festeggiare degnamente Natale, quasi si potesse sentire l'odore della natura e respirare l'aria incontaminata di foreste ammantate di neve.
Purtroppo, però, non è così. La maggior parte degli alberi in vendita proviene da coltivazioni intensive e segue criteri riprodotti su scala industriale. Le piante prosperano grazie a fertilizzanti ed erbicidi, mentre alla loro raccolta provvedono centinaia di lavoratori stagionali, esposti ai pesticidi e ai concimi utilizzati. Tristemente celebre il caso del North Carolina, che ogni anno rifornisce l'America con un milione di nuovi alberi trattati con il Roundup, un diserbante giudicato pericoloso dall'American Cancer Society e tuttavia ampiamente impiegato dagli avventizi, in prevalenza ispanici, che curano le “piantagioni” di abeti natalizi.
C'è chi considera il Natale responsabile per la deforestazione, e c'è chi, come la Soil Association e la Forest Stewardship Council, si preoccupa di garantire l'assoluta sostenibilità dell'albero acquistato. D'altra parte l'alternativa ricadrebbe su di un prodotto artificiale. Un pino di plastica, derivato dal petrolio, prodotto chissà dove (e come) e spedito su navi cargo giusto in tempo per le consegne festive.
Forse la soluzione è di addobbare l'albero in giardino, chi ce l'ha, oppure nel parco vicino. Ma attenzione, come si dice: “non è tutto oro quello che luccica”, e molti dei lustrini risultano problematici per salute e ambiente. Ad esempio, il Centro Consumatori segnala che la neve spray può contenere CFC, gli ornamenti spesso sono in PVC, le candele magiche (quelle per intenderci che lasciano una scia di piccole scintille) sono nocive, e persino i capelli degli angioletti, prodotti in fibra di vetro, possono essere cancerogeni. C'è ancora qualcuno che ha voglia di festeggiarlo, il Natale?
Di contro, per poche sterline, l'inglese “The Woodland Trust” propone una campagna davvero interessante: “Pianta un albero per Natale”, grazie alla quale è possibile – per adesso solo in Inghilterra – ripopolare un bosco con esemplari originari, dedicando il gesto a qualcuno. Un'idea un po' diversa, magari per un dono senza confezione, perché lo sapevate che la carta da regalo metallizzata può contenere alluminio?
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