Una legge per istituire il vegan-menu' nella pausa pranzo

Un'iniziativa bipartisan ha visto presentare alla Camera una proposta di legge per tutelare l'alimentazione di vegetariani e vegani, dando il diritto a tutti di poter mangiare secondo le proprie scelte sul luogo di lavoro. Non trascurando il fatto che una maggiore offerta di piatti di origine vegetale non può che migliorare l'alimentazione di tutti.


La proposta di legge è nata su spinta della Lav, che ne ha fatto una campagna sociale, evidenziata dalla presentazione alla stampa avvenuta alla Camera nel giorno in cui, i primi firmatari della Proposta di Legge trasversale n.1467 "Norme per la tutela delle scelte alimentari vegetariana e vegana", gli onorevoli Andrea Sarubbi (PD) e Gabriella Gianmanco (PdL), hanno consegnato il testo alla Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati. Nel corso della conferenza stampa i deputati e i giornalisti hanno potuto assistere e consumare un menu' vegetariano elaborato da Pietro Leemann, il più celebre chef di cucina vegetariana.
L'obiettivo della proposta di legge, spiega Gianluca Felicetti, presidente della Lav, è "garantire il diritto alla scelta vegetariana in tutti i luoghi pubblici, convenzionati e privati" a partire dalle mense, anche scolastiche per "non relegare chi non ama la carne a dover scegliere sempre il solito contorno".
La legge prevede che siano "sempre offerte e pubblicizzate almeno un'opzione vegetariana e una vegana in alternativa alle pietanze contenenti prodotti o ingredienti animali previste nel menu convenzionale". La minuziosità di quella che se diverrà legge effettiva sancirà una giusta e sana strada verso un alimentazione corretta,  prevede che dalle pietanze siano assenti ingredienti di origine animale utilizzati per la preparazione e non identificabili organoletticamente; e che le uova presenti nelle preparazione vegetariana abbiano una provenienza certa da galline allevate con metodo biologico o all'aperto. A diffondere la cultura alimentare ci penseranno l'introduzione dell'insegnamento di nozioni di nutrizione e gastronomia vegetariana e vegana nei programmi didattici degli istituti alberghieri. E in questi ultimi, gli studenti che per motivi etici o religiosi "si oppongono alla violenza su tutti gli esseri viventi", potranno dichiarare la propria obiezione di coscienza a seguire le lezioni didattiche pratiche riguardanti alimenti animali.
Una scelta quindi salubre quanto etica che come osserva Felicetti, ricalcherebbe quanto avviene "in altri Paesi come l' Inghilterra o in alcuni comuni italiani come a Roma, dove la scelta vegetariana è garantita da 10 anni nelle mense delle scuole dell'obbligo". Per inciso in Italia sono circa 2 milioni i vegetariani, equiparati da altrettanti milioni di cittadini che non amano mangiare carne prediligendo il pesce: in totale questa proposta di legge potrebbe riguardare circa il 6% della popolazione.

fonte:  Lav

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