VW e il trucco della centralina

Duro colpo all’ affidabilità e credibilità teutonica. L’Epa, ente americano per la protezione dell’ambiente, ha scoperto che le vetture Volkswagen e Audi con motore diesel da 2 litri emettono molti più ossidi di azoto in condizioni normali che non durante i test specifici.
 
L’Ente ha condotto lunghe ricerche ed esperimenti e ha scoperto che la frode avviene grazie a un software, installato appositamente nella centralina del motore, che riconosce le condizioni di test e attiva solo in quel caso i dispositivi più efficienti contro le emissioni, che, invece,  durante la normale guida vengono disattivati, producendo da 10 a 40 volte la quantità di ossidi di azoto dichiarata in base ai test.
L’amministratore delegato del gruppo VW, Martin Winterkorn, da poco riconfermato dopo la lotta intestina con Piech, ha ammesso la truffa sui test antinquinamento e si è scusato per l’accaduto  fermando la vendita in USA dei modelli equipaggiati con il motore in questione (che rappresentano il 23% del venduto VW).
La sanzione irrogata dall’Epa potrebbe arrivare alla cifra monstre di 18 miliardi di dollari, senza contare il costo dei richiami, i danni di immagine e le eventuali conseguenze penali. Anche se la multa non arriverà a questa cifra (la Toyota per i problemi con l’acceleratore delle sue vetture è stata punita con una multa di 1,2 miliardi di dollari) la notizia della frode ha dato un duro colpo alle azioni della società, che sono crollate da 162,4 a 126,4 euro ad azione nell’apertura delle contrattazioni di Francoforte nei primi due giorni al’uscita della notizia.
Tra le motivazioni che avrebbero indotto la VW al raggiro c’è una legge statunitense a protezione dell’ambiente denominata Sulev 2. E’ una norma particolarmente severa: impone un limite di 0,02 g/miglio di monossido di azoto per i veicoli diesel, al di sotto del già severo tetto europeo. Rientrare in questi parametri non è però obbligatorio, ma VW, volendo fornire ai propri modelli un valore aggiunto ambientale, ha dichiarato di rispettarli rendendosi però conto cheper farlo avrebbe maggiorato i consumi e limitato le prestazioni, da qui la scelta di inibire i dispositivi che limitano le emissioni di azoto. Certo è che, oltre alla propria immagine, la VW ha anche dato un duro colpo alla reputazione dei motori diesel, che timidamente stavano iniziando a equipaggiare le auto USA, ma che ora torneranno ad essere considerati sporchi ed inadatti alle autovetture.
E ora attendiamo possibili ulteriori sviluppi non solo made in U.S.A., viste le ipotesi di possibili raggiri anche delle normative Euro 5 ed Euro 6.
 
Fonte: Il Sole 24 Ore, La Stampa
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