Spesa Consapevole

Dimentichiamo spesso che uno dei nostri più comuni gesti quotidiani, fare la spesa, comporta una serie di effetti sul mondo che ci circonda. Quando valutiamo i prodotti da acquistare siamo influenzati dai gusti personali, dal prezzo, dalla pubblicità, ma le ricadute di una determinata scelta sull’ambiente, sull’economia locale e sul paesaggio passano spesso in secondo piano.

Per esempio acquistare cibo locale aiuta l’agricoltura e l’economia del nostro territorio, oppure comprare solo quel che serve e scegliere prodotti sfusi, o con packaging essenziali e riciclabili, riduce sprechi e rifiuti.
Inquadrare la spesa in questo contesto ci permette di compiere attraverso ogni acquisto un vero e proprio atto politico; per effettuare scelte coerenti con il nostro pensiero è però indispensabile avere le informazioni necessarie e saper interpretare al meglio le indicazioni circa provenienza e qualità dei prodotti.
Ad esempio una corretta conoscenza rispetto alla produzione di carne ce ne  consiglia un consumo più limitato.
Infatti per produrre un Kg di carne di manzo si immettono nell’atmosfera 36,4 kg di CO2 e sono necessari circa 15.500 litri d’acqua (contro i 900 necessari per un kg di mais e i 3900 per un kg di pollo) e 7 kg di alimenti vegetali.
Con questi numeri se anche i popoli di Cina, India e Brasile iniziassero a mangiare la stessa quantità di carne consumata in Occidente non basterebbe l’intera superficie della Terra per sfamare il bestiame.
Senza per forza diventare vegetariani il conoscere le implicazioni implicite in ciò di cui ci cibiamo ci dovrebbero portare a consumare meno carne, di migliore qualità, proveniente da allevamenti sostenibili, se possibile di razze locali.
Un'altra categoria di alimenti molto consumati di cui però ci interessiamo poco rispetto alla provenienza sono le uova. Dal 2004 sul guscio di tutte le uova di gallina prodotte nell’Unione europea è obbligatorio un marchio con codice che ne consente la tracciabilità, indicando il tipo e il luogo di allevamento da cui proviene l’uovo. Interpretare correttamente i dati del codice ci permette di scegliere di acquistare uova che provengono da galline “allevate all’aperto” (che è ben diverso da “allevate a terra”) lasciate libere di razzolare senza essere costrette in spazi angusti e nutrite con cereali che possono becchettare liberamente.
Rispetto alla frutta e alla verdura bisognerebbe tenera ben a mente quella che è la “ruota delle stagioni”, evitando le produzioni ottenute in serre riscaldate o quelle provenienti da paesi lontani.
Infine il pesce. Mangiare pesce è il consiglio numero uno di ogni dietologo, ma per conformismo, moda o semplice pigrizia mangiamo sempre gli stessi pesci. Il risultato è che diverse specie, ad esempio il tonno rosso e il salmone selvatico sono ormai a rischio estinzione. La soluzione non è smettere di mangiare pesce, ma scegliere le specie meno conosciute, dei mari più vicini a noi, altrettanto buone ma senza controindicazioni tenendo presente che come per frutta e verdura scegliere pesce locale e di stagione è la soluzione migliore per godere al meglio del cibo senza compromettere l’ambiente.

Fonte: slowfood.it


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