Da Seoul, i Campioni della Terra 2010: sei esempi concreti di come azione, ispirazione e impegno personale possano rendere possibile il cammino verso la Green Economy.
B4E “Business for the Environment Global Summit”, l’ evento promosso dall’Unep (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) giunto alla quarta edizione, si è concluso lo scorso 23 aprile.
Al centro della Conferenza l’attenzione verso le possibili azioni per rendere “verdi” le economie delle singole nazioni in risposta alle sfide ambientali più insidiose e la consegna di sei premi a quelle realtà che con il proprio operato dimostrano come un percorso in tal senso sia realizzabile. Sei pilastri dai quali partire e dai quali la società possa trarre a modo di esempio utili indicazioni per costruire una crescita verde e uno sviluppo globale. Considerata la più importante al mondo per quanto riguarda il dialogo e le azioni guidate per l’ambiente, l’assemblea ha sviscerato un’agenda fitta e variegata: dall’efficienza energetica alla ricerca di nuove politiche e strategie ambientali, dall’importanza del turismo sostenibile alla gravità dei cambiamenti climatici, dall’imprenditoria sostenibile nei paesi in via di sviluppo, al ruolo chiave delle tecnologie di comunicazione nella rivoluzione verde.
Temi che fanno parte, come del resto anche B4E, del Green Economy Iniziative (GEI), il piano dell’Unep per contrastare la crisi economica mondiale attraverso il rilancio dell’economia e la creazione di milioni di posti di lavoro nel settore ambientale, dando nuove forme e nuovi spunti sostenibili alla politica e agli investimenti. Immaginata inizialmente come un progetto di due anni, l’iniziativa si è estesa includendo diversi Programmi patrocinati dalle Nazioni Unite, trasformandosi nel presente in una fucina di test di vere e proprie prove macroeconomiche, in grado di convincere i governi a investire sull’economia sostenibile e sulla creazione di professioni rispettabili. Per rendere possibile tutto ciò la GEI fornisce servizi di consulenza ai paesi interessati, producendo rapporti dettagliati come ad esempio il Green Economy Report, o il Green Jobs Report (redatto dal WorldWatch Institute) sulle professioni verdi, e ingaggiando partner economici per implementare effettivamente le strategie di green economy.
Tra le azioni volte a incoraggiare la crescita di una coscienza verde globale, rientra il premio Champions of the Earth. I vincitori di quest’anno sono Vinod Khosla, un imprenditore che ha investito miliardi di dollari in tecnologie; Taro Takahashi, scienziato giapponese che ha dedicato cinque anni della sua vita a scoprire il funzionamento dei cicli di carbonio negli oceani, sulla terra e nell’atmosfera. Ci sono poi un principe afgano ed un’attrice, Zaher Mostapha e Xun Zhou: il primo è il direttore dell’Agenzia nazionale afgana di protezione dell’ambiente (Nepa), che “continua a trovare soluzioni pulite, efficaci e redditizie per i cittadini di una delle nazioni più povere del pianeta”, ha spiegato l’Unep; la seconda è una delle attrici più famose della Cina, attivamente impegnata nella sensibilizzazione della popolazione cinese in merito alla riduzione delle emissioni di CO2. Nella categoria aggiunta quest’anno, dedicata a Biodiversità e Gestione degli Ecosistemi, il premio è stato assegnato a Bharrat Jagdeo, il presidente della Guyana noto a livello internazionale per le sue posizioni ambientaliste e per le sue iniziative volte a proteggere la foresta tropicale.
Ma a Seoul, dove ha avuto sede la cerimonia di premiazione, la star è stata sicuramente, Mohammed Nasheed, il Presidente delle Maldive, premiato nel settore Politiche e Leadership. Eletto nelle prime elezioni democratiche del suo paese: prima era un giornalista, di quelli che in un paese non democratico vengono arrestati varie volte per i propri articoli, un uomo che ha fondato il partito democratico delle Maldive mentre era in esilio volontario, e che nel 2005 è tornato a casa proprio per promuovere le sue idee. Prima di Seoul il presidente delle Maldive aveva già ricevuto diversi premi che attestavano il suo lavoro pionieristico in tema di politiche ambientali: dall’Eroe dell’ambiente del Time Magazine al riconoscimento ricevuto alla Settimana Mondiale del Clima a New York. A livello mondiale è noto come uno dei leader nella lotta al cambiamento climatico per le sue campagne di sensibilizzazione sui problemi ambientali, in particolare quelli legati ai piccoli Stati insulari. A Copenhagen ha svolto un importante ruolo nella conferenza dell'Onu, e la foto della riunione subacquea del suo governo, per sensibilizzare l’opinione pubblica circa le prospettive che si pongono per le Maldive rispetto al surriscaldamento del pianeta, ha fatto il giro del mondo ad ottobre dello scorso anno. Proprio a causa dell'innalzamento del livello del mare, a novembre ha lanciato una campagna per l'acquisto di territori sui quali costruire il nuove Stato delle Maldive: per il Presidente di un arcipelago la cui altezza sopra il livello del mare è di al massimo due metri probabilmente non è troppo prudente immaginare una valida alternativa a quella di diventare una nazione di profughi ambientali. Nel frattempo Nasheed promuove campagne per proteggere le barriere coralline che hanno contribuito a salvare le Maldive dallo tsunami del 2005 ed è ufficialmente impegnato a fare delle Maldive, entro il 2020, il primo Paese carbon neutral. Alle Maldive infatti i costi dell’elettricità possono costituire fino al 70% del budget di alcune piccole scuole: per quanto sia ardua l’impresa di ridurre a zero le emissioni, è chiaro che in questo sistema economico non ci sia spazio e denaro per servizi di base come il sistema scolastico e quello sanitario. “Il presidente Nasheed - si legge nella motivazione del premio - continua ad esortare i dirigenti dei diversi Paesi in via di sviluppo o vulnerabili, come le Maldive, a rompere con il dogma della crescita ad ogni costo e ad adottare delle tecnologie verdi per un futuro carbon neutral”.
Rendere verde l’economia significa compiere diversi sforzi, significa riconfigurare del tutto l’economia e le infrastrutture, ma varrebbe la pena di seguire l’esempio di chi ha iniziato, perché anche se è difficile da credere, ridurre le emissioni di gas che provocano l’effetto serra e utilizzare meno risorse naturali, creare professioni rispettabili e ridurre infine le disuguaglianze nella società è possibile.
Fonti: Timesonline, Unep, GreenReport.
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