L’Economia Solidale: GAS, DES e RES

In Italia le esperienze di Economia Solidale iniziano negli anni '80 con il commercio equo e solidale e nel campo della finanza etica con le MAG (Mutua Auto Gestione), e continuano negli anni '90 con le attività legate al consumo critico e agli stili di vita con la nascita dei Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) e dei Bilanci di Giustizia.

La proposta di una Rete italiana di Economia Solidale (RES) è nata nel 2002 dai GAS. Da allora si è evoluta come una risposta possibile alle crisi ricorrenti del modello di sviluppo globale. Da una semplice rete di collegamento in questi anni sta diventando un insieme di realtà che lavorano insieme per elaborare proposte, modelli economici, sperimentare nuove forme di organizzazione economica.

La RES è costituita oggi da nodi di diversa grandezza e tipologia. La base di partenza sono i Gruppi di Acquisto Solidale, che poi si aggregano in Distretti di Economia Solidale e RES regionali. I DES riuniscono oltre ai GAS  (i consumatori) anche produttori e fornitori, per creare un circuito economico solidale. Ai DES possono aderire anche altre organizzazioni che in diverso modo si occupano di economia solidale. Il Tavolo RES è invece il punto di collegamento nazionale nel quale le varie organizzazioni aderenti si incontrano per elaborare le strategie e le proposte della Rete. Il Tavolo RES è affiancato da gruppi tematici che si concentrano su specifici argomenti, come la finanza, la comunicazione, la distribuzione, ecc. La RES in Italia ha un sito informativo dove vengono promosse anche iniziative e convegni organizzati per diffondere l’attività: www.economiasolidale.net

L'esperienza italiana si sta sviluppando al pari di altre esperienze internazionali; nel 2013 le Nazioni Unite hanno avviato una “Task Force” interagenzia sull'Economia Sociale e Solidale, che ha pubblicato nel 2014 un "position paper" in cui propone di riconoscere e valorizzare il ruolo dell'Economia Sociale e Solidale nel raggiungimento degli obiettivi dello sviluppo sostenibile.

Il 5 novembre 2007 la Commissione di Bilancio del Senato italiano ha approvato un emendamento alla legge finanziaria relativo agli aspetti fiscali dei GAS, secondo cui l'attività di acquisto e distribuzione agli aderenti svolta dai GAS costituisce attività "non commerciale".

Genesi e attività di un GAS

Ogni GAS nasce per motivazioni proprie, spesso però alla base vi è la ricerca di una alternativa, praticabile da subito, al modello di consumo e di economia globale. Il gruppo, forte dell'apporto di tutti, è un sostegno indispensabile nella ricerca di soluzioni ed informazioni e aiuta a scambiarsi esperienze ed appoggio, a verificare le proprie scelte e a individuare risposte “intelligenti” e non banali ai propri bisogni. Di solito si fa riferimento a GAS vicini da cui mediare informazioni, pratiche ed eventualmente collaborazioni.

I gruppi cercano prodotti provenienti da piccoli produttori locali per avere la possibilità di conoscerli direttamente e per ridurre l'inquinamento e lo spreco di energia derivanti dal trasporto. Inoltre si cercano prodotti biologici o ecologici che siano stati realizzati rispettando le condizioni di lavoro.

Seguendo questi criteri comuni (vedi il Documento base dei GAS), ogni gruppo si organizza in modo autonomo per raccogliere le informazioni sui produttori e per rifornirsi da quelli selezionati raccogliendo gli ordini dai suoi partecipanti. Le riunioni e il ritiro della spesa sono un'occasione di incontro e condivisione, e spesso sono accompagnate da una fetta di torta o un bicchiere di vino. Inoltre, partecipare ad un GAS è un'esperienza formativa: alcuni gruppi, infatti, attribuiscono molta importanza agli aspetti culturali e conoscitivi ed organizzano incontri sul consumo critico e sull'economia solidale.

I GAS non sono gruppi che si fanno forza della loro domanda organizzata per tirare sul prezzo e strappare condizioni vantaggiose dai produttori. I GAS insieme ai produttori cercano le condizioni (prodotti, quantità, consegne, imballaggi) migliori per entrambi e il prezzo giusto che riconosca degnamente il lavoro dei produttori e sia compatibile con le tasche dei consumatori. La riduzione degli scarti, degli imballaggi, dei trasporti e del numero di passaggi porta normalmente ad un risparmio rispetto a prodotti di pari qualità acquistati in altri circuiti distributivi. Il risparmio non è quindi un obiettivo prioritario dei GAS, anche se normalmente si ottiene come risultato della collaborazione all'interno e verso l'esterno. 

Cosa succede al di fuori dei confini italiani?

I GAS sono un'esperienza tipicamente italiana. Il primo GAS si è costituito a Fidenza (PR) nel 1994. Negli altri Paesi esistono altre esperienze di relazione diretta tra consumatori e produttori centrate sulla solidarietà, con diversi punti in comune e qualche differenza. Le esperienze più note sono qui di seguito elencate:

E. P.


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