Terra Madre 2008 - I laboratori della terra, da Vandana Shiva e Carlo Petrini agli indios

Con la cerimonia di chiusura dell’Edizione 2008, cala il sipario su Terra Madre giunta quest’anno al terzo appuntamento. Oltre 7000 delegati e osservatori provenienti da tutto il mondo hanno discusso di strategie, prodotti, produttori, educazione, mercati, sviluppo, risorse e reti, nei numerosi Laboratori della terra, allestiti per l’occasione [all'interno video e fotogallery].




Non si è ancora spento l’eco di Terra Madre 2008 e della cerimonia di chiusura con l’esplosione di vita, colori, balli e suoni, che hanno animato non solo l’evento finale, ma anche i tre giorni di scambi culturali, esperienza e formazione maturati nell’atmosfera dell’Oval, che gli organizzatori ed i partecipanti sono già al lavoro per la prossime edizione, che si terrà tra due anni sempre a Torino.
Il programma dei Laboratori della Terra ha impegnato una nutrita rappresentanza planetaria della filiera alimentare per ragionare sulle strategie da adottare per difendere e promuovere agricoltura, pesca e allevamento sostenibili, preservando il gusto e la biodiversità del cibo, quale strumento di rispetto dell’uomo, dei popoli e dell’ambiente.
Dalla presentazione del “Manifesto sul Cambiamento climatico e il futuro della sicurezza alimentare”, sino ai lavori tematici sui prodotti, o sui diritti non sono mancati gli spunti per riflettere sulla “sacralità della Terra, che non è una merce e come tale non deve essere mercificata”, come ampiamente riportato da Vandana Shiva nei suoi interventi quotidiani. L’altro comune denominatore durante le giornate di meeting è stata la democrazia partecipativa, “attraverso la riscoperta, la costruzione e la messa in rete dalla pratica della conoscenze tradizionali legate al cibo ed al gusto”, come enunciato da Carlo Petrini con la speranza, che proprio i giovani, grandi conoscitori della tecnologia “filmino e mettano in rete contenuti, con l’auspicio di creare la grande enciclopedia del sapere tradizionale”.
Ampio spazio è stato dato alle discussioni sulle modalità di tutela dei saperi tradizionali e di difesa della proprietà intellettuale, affermando l’importanza ed il ruolo primario delle popolazioni indigene e delle donne, anche in un’ottica di ristrutturazione del modello di agricoltura industriale, ormai al collasso. L’intervento di una rappresentante indigena Tulipanes dell’Honduras, ha sottolineato la rilevanza della questione terra e del suo possesso. “Senza la terra non siamo indigeni, perché la terra genera tutto quello che siamo e ci serve, dal cibo ai capi di vestiario”. Sottolineando così l’importanza dei saperi tradizionali, dei prodotti locali e delle conoscenze ancestrali, perché i trattatati tra le nazioni inerenti i territori o gli accordi tra multinazionali per lo sfruttamento della terra, spesso escludono le popolazioni indigene e lo stesso dicasi per le conoscenze ed il sapere. “Le popolazioni indigene di tutto il mondo sono tra le poche a produrre vita, rispetto per il cibo e l’ambiente. Per evitare che la globalizzazione rischi di cambiare del tutto il nostro pianeta e noi stessi, meritiamo il rispetto dell’uomo e dei governi”.
Interventi che segnavano il filo conduttore di Terra Madre 2008, dove la numerosa delegazione di giovani proveniente dai cinque continenti, ha illustrato numerosi progetti, con l’intento di creare un network su giovani, agricoltura e cibo. Non sono mancati esempi in questo senso. Dall’Estonia, Tuna Urm, ha illustrato un progetto locale “Lets do it” sull’eliminazione dei rifiuti dalla foresta, dove l’accento era posto sulla sensibilizzazione della popolazione sul concetto “la terra è nostra” e sull’idea di salvaguardia della stessa come patrimonio del singolo.
Terra Madre è stata l’occasione per presentare il “Manifesto sul Cambiamento climatico e il futuro della sicurezza alimentare”, redatto dalla Commissione Internazionale per il Futuro dell’Alimentazione e dell’Agricoltura, di cui fanno parte tra gli altri Vandana Shiva, (Science and Ecology/Navdanya) e Debi Barker (International Forum on Globalization IFG). Un manifesto che non si limita all’enunciazione e dimostrazione dei rischi, ma propone le azioni necessarie per assicurare la sicurezza alimentare in tempi di cambiamento climatico, in chiave agro-ecologica. La pubblicazione prende in esame i principi da attuare, dall’agricoltura ecologica e biologica, alla falsa soluzione degli OGM, che in realtà aggravano tutti i difetti delle monocolture industriali, necessitando di un maggiore fabbisogno di acqua e pesticidi, alla concentrazione del controllo sulla produzione e sul consumo del cibo. Nel 2000 cinque società di commercializzazione di cereali controllavano il 75% del mercato mondiale dei cereali e i suoi prezzi, incentivando inoltre la produzione di biocarburanti.

Guarda la fotogallery di Terra Madre 2008 - 26 ottobre

Guarda la fotogallery di Terra Madre 2008 - 25 ottobre

Scarica il “Manifesto sul Cambiamento climatico e il futuro della sicurezza alimentare”

www.terramadre2008.org

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