“Le Linee Guida” per legge quadro sulle agricolture

Le Linee Guida servono a mantenere e diffondere una pluralità di modelli agricoli tra i quali, le forme di conduzione familiare, di comunità e cooperative legate al lavoro diretto sulla terra.
Con la presentazione di queste Linee guida, alla cui elaborazione hanno partecipato una rete articolata di associazioni e movimenti - ha dichiarato Roberto Schellino portavoce della campagna – proponiamo l'avvio di un lavoro con i Parlamentari che, attraverso il confronto e la discussione, porti alla stesura di una proposta di legge in materia e quello che vi chiediamo e' di costituire, con chi e' interessato, un gruppo di lavoro per costruire un possibile percorso che ci porti all’obiettivo”.
La proposta della Campagna nasce dalla necessità di rimettere al centro la biodiversità delle realtà agricole e la pluralità di modelli agricoli esistenti, seriamente messa in crisi dalle politiche agricole dominanti. Oltre 1500000 aziende agricole sono diffuse in ogni angolo d'Italia, di queste l'80% sono micro e piccole realtà coltivatrici, ad esse vanno aggiunte le innumerevoli pratiche di autoconsumo e di agricoltura urbana che si stanno rapidamente diffondendo. Questa diversità rappresenta un grande patrimonio per il nostro Paese, che garantisce sovranità alimentare per le comunità locali e presidio sicuro per il mantenimento dei territori montani e collinari.
Oggi questa biodiversità delle realtà agricole è seriamente messa in crisi dalle politiche agricole dominanti e da un corpus normativo orientato verso un’ unico modello d'impresa di mercato (intensiva, specializzata, capitalizzata) verso il quale sono state orientate in modo sostanzialmente unidirezionale le risorse della Politica agricola comunitaria.
Mantenere e diffondere una pluralità di modelli agricoli è invece fondamentale anche per affrontare in maniera adeguata la crisi attuale ma per questo sono necessarie misure adeguate e diversificate secondo le diverse realtà produttive agricole.
Le richieste presentate partono dall’individuazione dei diversi caratteri fondanti le agricolture contadine quali: le forme di conduzione familiare, di comunità e cooperative legate al lavoro diretto sulla terra, dimensioni aziendali limitate, il radicamento locale, le pratiche agronomiche conservative e sostenibili, le produzioni per l'autoconsumo e la vendita diretta nei mercati di prossimità o specifici, il controllo del ciclo riproduttivo attraverso la riproduzione delle sementi locali e delle razze autoctone, la trasformazione diretta dei propri prodotti.
Tutte queste pratiche sono già presenti sul territorio sia con realtà agricole, di tradizione familiare che di nuovo insediamento – ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini vicepresidente di Aiab –. Mentre queste realtà vecchie e nuove di agricoltura contadina che, per la maggior parte, producono con il metodo biologico offrono concrete occasioni di lavoro per i giovani la crisi economica dimostra sempre di più il fallimento del modello agricolo di tipo industriale al quale sono orientate le politiche agricole e le norme attuali. Questo assurdo paradosso deve essere superato”.
 
Fonte: Comunicato stampa AIAB
 
 

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