Acqua bene comune: da Torino a Roma un fiume in piena

Dopo l’approvazione della delibera popolare del Comune di Torino per mantenere in mano interamente pubblica gli impianti e la gestione del servizio idrico integrato, il Comitato Acqua Pubblica Torino chiede lo stesso alla Provincia. Intanto fervono i preparativi per la manifestazione nazionale del 20 marzo a Roma, mentre in Provincia di Torino si discute e varano agevolazioni e aumenti delle tariffe idriche per i cittadini a seconda che risultino in difficoltà economica o meno.

A poco più di un mese dall’approvazione del Consiglio Comunale di Torino della delibera popolare, che modifica lo Statuto della Città e afferma a chiare lettere che l’acqua è un bene di tutti e che la sua gestione non deve avere scopo di lucro, ma essere interamente pubblica, il Comitato Acqua Pubblica Torino e la CGIL FP Provincia di Torino tornano a far sentire la propria voce in Piemonte, quattro giorni prima della manifestazione nazionale di Roma per la ripubblicazione dell’acqua.
Domani nel capoluogo piemontese il Comitato e le organizzazioni sindacali hanno in programma la consegna al Presidente del Consiglio Provinciale delle oltre 7000 firme (ad oggi 7093), raccolte per proporre una delibera popolare che modifichi lo Statuto provinciale in materia di gestione dell’acqua. Quindi, dopo il comune, tocca alla provincia, perché come recita il volantino dell’iniziativa: “E’ necessaria una vera gestione pubblica e partecipata dai cittadini e dai lavoratori. In questo senso l’approvazione da parte del Comune non è che il primo passo: dato che la gestione futura dell’acqua e di Smat riguarda non solo il capoluogo, ma tutto il territorio provinciale, dalla Cintura fino all’ultimo comune delle montagne…”. Per celebrare la consegna e sensibilizzare l’opinione pubblica è prevista alle ore 21,30 la proiezione del video “Acqua pubblica a Torino!” presso lo storico locale Manhattan di via Giachino, 46 a Torino. Un’occasione importante per ridefinire le attuali politiche di gestione partecipata, sostenibile e pubblica dell’acqua nel torinese. La speranza è quella di un nuovo successo, perché se è vero che da un lato in Provincia di Torino a partire dal primo gennaio del 2010, circa 40.000 famiglie residenti che si trovano in difficoltà economica possono godere di una riduzione della tariffa del servizio idrico, dall’altro l’Assessore provinciale all’Ambiente in una nota presente sul sito dell’Amministrazione, datata 4 marzo, dichiara: “Le famiglie che non vivono particolari problemi economici subiranno un aumento annuo molto contenuto, compreso tra i 3 e i 15 euro”. Se l’agevolazione riguarda famiglie con ISEE annuale inferiore a 9000 €, che possono in questo modo richiedere la tariffazione per uso domestico dell’unità abitativa di residenza (20 € all’anno per i nuclei da una a tre persone, 30 € per gli altri), per gli organizzatori della sottoscrizione deve essere esplicito che gli aumenti non indichino o nascondano una contro tendenza rispetto alla definizione di acqua come bene pubblico.
Una questione che tocca tutti, quella della tutela dell’acqua come bene comune e non privato, non solo i residenti piemontesi. Per questo lunedì, a Roma, andrà in scena la manifestazione a carattere nazionale indetta dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, per chiedere e ricordare con forza a istituzioni e cittadini, che la difesa dell’acqua come bene universale fa rima con tutela della biodiversità, del clima e democrazia partecipativa. Obiettivo di comitati, associazioni e sindacati, che si battono perché venga riconosciuto il diritto universale all’acqua, la revisione/soppressione dell’articolo 15 del decreto Ronchi (novembre 2009) che “ha impresso un’ulteriore pesante accelerazione” ai processi di privatizzazione in corso nel nostro paese.

Fonte: Acquabenecomune.org; Acquapubblicatorino.org;  Provincia di Torino

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