IWI: il nuovo indice alternativo al PIL per misurare il grado di benessere di una società.

Il PIL non soddisfa più. Il sistema di calcolo, per il quale più beni si producono, maggiore è il livello di benessere di una società,  è ormai insostenibile. A Rio+20, la Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile, l’ONU si fa portavoce per l’introduzione di un nuovo indice per misurare non solo i parametri della produttività di un Paese, ma anche il suo capitale umano e naturale, con l'obiettivo di far emergere un indice della ricchezza basato sulla sostenibilità della crescita.
 
Nei giorni scorsi (il 17 giugno per la precisione) a Rio è stato presentato l’IWR (Inclusive Wealth Report), il rapporto che analizza la ricchezza “inclusiva” dal 1990 al 2008 in 20 Paesi che da soli rappresentano almeno il 76% del PIL del pianeta e il 56% della popolazione mondiale. Dal rapporto emerge, come dichiarato da Anantha Duraiappah, report director dell'Iwr, che “nonostante la registrazione di una crescita del Pil, la Cina, gli Stati Uniti, il Sudafrica e il Brasile mostrano di avere impoverito notevolmente la base del proprio capitale naturale, la somma di un insieme di risorse rinnovabili e non rinnovabili, come i combustibili fossili, le foreste e la pesca. Nel corso del periodo analizzato, le risorse naturali pro-capite sono diminuite del 33% in Sud Africa, del 25% in Brasile, del 20% negli Stati Uniti e del 17% in Cina. Di tutti i 20 Paesi presi in esame, solo il Giappone non ha visto un calo del capitale naturale, grazie a un aumento della copertura forestale.

Eppure questi Paesi hanno testimoniato una crescita epocale. Ma una crescita di questo genere non è indice di benessere per le popolazioni e le future generazioni, perché queste non ne potranno mai beneficiare, sia per l’aumento della popolazione che assottiglia il livello di ricchezza pro-capite, sia perché ad una crescita della produzione corrisponde un consumo del capitale naturale. Il nuovo indice si chiamerà IWI (Inclusive Wealth Index) ed è stato sviluppato sul concetto che gli attuali indicatori di produzione economici come il PIL e l’Indice di Sviluppo Umano (HDI) sono insufficienti, in quanto non riflettono lo stato delle risorse naturali e di condizioni ecologiche, e si concentrano esclusivamente sul “breve termine” senza indicare se le politiche nazionali sono sostenibili. L’IWI, pertanto, è un indice che misura i valori corrispondenti al capitale fisso di un Paese, compreso il capitale manufatto, umano e naturale.

Oggi dovrebbe concludersi la Conferenza di Rio+20; nei prossimi giorni sapremo se i 20 Paesi seduti intorno al tavolo delle trattative avranno accolto, e come, la proposta di un nuovo indice che sostituisca il PIL. Intanto l’Inclusive Health Report sarà presentato ogni due anni.

Fonti: International Human Dimension Programme, Greenme, Treehugger.com

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