La Green economy può salvare oceani e coste del pianeta

Con la Green economy habitat marini e costieri in salute ed economicamente produttivi. A sostenerlo è il rapporto "Green economy in a blue world", pubblicato  dal Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP), in collaborazione con UNPD, FAO, IMO, UN-DESA, e IUCN, che evidenza l'enorme potenziale di crescita economica e lo sradicamento della povertà da ben gestite settori marini.
 
Dallo studio emerge come una gestione delle risorse marine e costiere e delle politiche di sviluppo economico di tali zone, secondo logiche di sostenibilità, promuovendo l'eco turismo, la produzione di energia rinnovabile, la mobilità e la pesca sostenibile, possa invertire il trend di declino e progressivo aumento della contaminazione degli ambienti che stanno caratterizzando in tutto il mondo questi ecosistemi, non solo a causa della crisi finanziaria. Ad esempio una gestione sostenibile dei fertilizzanti, contribuirebbe a ridurre il costo dell'inquinamento marino causato da azoto e altri nutrienti utilizzati in agricoltura, che nella sola UE è stimato attualmente intorno ai 100 miliardi di dollari (80 miliardi di euro).
"Gli oceani sono un pilastro fondamentale per molti paesi nel loro sviluppo e la lotta per contrastare la povertà, ma la vasta gamma di servizi ecosistemici, compresa la sicurezza alimentare e la regolazione del clima, forniti da ambienti marini e costieri sono oggi sotto pressione senza precedenti", ha detto delle Nazioni Unite il sotto Segretario Generale e Direttore Esecutivo dell'UNEP Achim Steiner. Sottolineando l'importanza di "Intensificare gli investimenti verdi nelle zone marine e costiere e migliorare la cooperazione internazionale nella gestione di questi eco sistemi transfrontalieri, sia la condizione essenziale se si vuole realizzare una transizione verso basse emissioni di carbonio ed un uso efficiente delle risorse". Con il 40 per cento della popolazione mondiale che vive in un raggio di 100 chilometri dalla costa, gli ecosistemi marini del mondo forniscono un apporto essenziale ed indispensabile alla vita sul pianeta, cibo, riparo e sostentamento per milioni di persone. Ma l'incessante antropizzazione del territorio, e i modelli di sviluppo non sostenibili sinora imboccati, richiedono un tributo sempre maggiore a salute e produttività degli oceani del mondo. Oggi, circa il 20 per cento delle mangrovie sono state distrutti e oltre il 60 per cento delle barriere coralline tropicali sono a rischio estinzione. Così aggiunge Steiner "Nel cammino fino a Rio +20, questo studio dimostra che il passaggio ad un'economia verde se attuato pienamente, può essere la leva per sbloccare e alimentare la crescita economica, in particolare nei piccoli stati insulari", teoria, ma anche esempi concreti nello studio, come sottolinea il Dr. Linwood Pendleton, Direttore dell'Ocean and Coastal Policy del Nicholas Institute for Environmental Policy "Questo report fornisce esempi concreti di come le industrie emergenti, tra cui quelle della produzione di energia oceanica e dell'acquacoltura, possano diventare più redditizie, sostenibili e soddisfare le esigenze di una popolazione in crescita senza sacrificare la salute fragile dei nostri ecosistemi oceanici".
 
Scarica il rapporto in inglese in formato PDF
www.unep.org
 
Fonte: UNEP - United Nations Environment Programme
 
 
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