Le spaventose condizioni dei lavoratori dell'anacardo

Le ONG chiedono all'UE di regolamentare la filiera dell'anacardo per evitare pratiche commerciali sleali e lesioni permanenti ai lavoratori, garantendogli un salario equo.
 
Utilizzato come ingrediente per  numerose preparazioni in cucina, l'anacardo è "trattato" principalmente (più del 60%) in India. A Goa, Bangalore, nel Kerala e nel Kanyakumari, i contadini ed i lavoratori della filiera però, dalle 50.000 alle 100.000 unità per ogni zona, guadagnano l'equivalente di 30 penny al giorno e spesso sono vittime di danni permanenti alla mani, causati dall'utilizzo di liquidi corrosivi per la lavorazione. Molte delle noci, tostate e salate, prodotte in India sono vendute nei supermercati europei. Ma un rapporto del 2007 di ActionAid ha evidenziato un'insostenibile pressione dei costi alla fonte, da parte di rivenditori del Regno Unito, per contenere i prezzi.
A seguito di denunce anonime giunte da fornitori per bilanciare il potere d'acquisto delle aziende più grandi, nel Regno Unito Christine Tacon è stata nominata difensore civico esperta in generi alimentari per lavorare in sinergia con i supermercati e trovare delle risposte al problema. A seguito di questa iniziativa numerose ONG richiedono una regolamentazione legislativa all'UE per migliorare le condizioni dei lavoratori. Personale costretto a rimanere seduto nella stessa posizione per tutto il giorno e colpire ripetutamente il guscio esterno. Un lavoro massacrante e che risulta estremamente difficoltoso come fonte di risparmio anche perchè il rallentamento dell'economia mondiale negli ultimi anni ha spinto in modo significativo i prezzi all'ingrosso verso il basso. Inoltre le condizioni di sicurezza sono spesso effimere, se le fabbriche di trasformazione in Europa e negli Stati Uniti devono rispettare gli standard di sicurezza ed i lavoratori di solito indossano protezioni oltre ad essere previste ispezioni negli stabilimenti, in India durante la prima lavorazione gli anacardi producono un liquido caustico che brucia la pelle. In alcuni casi e aziende le protezioni per le mani sono disponibili, come ad esempio ceneri alcaline per neutralizzare l'acido, o guanti di gomma, ma non dappertutto. Spesso ci si riduce a bendare le mani dei lavoranti, o sono gli stessi lavoratori a pagare le proprie cure o protezioni, e non tutti possono permetterselo. Tutto questo in un periodo in cui molti proprietari delle fabbriche segnalano una crescente pressione su rendimenti, guadagni e le ragioni di scambio, a cui rispondono, per mantenere i prezzi bassi, riducendo proprio gli standard di sicurezza.
 
Fonte: The Guardian
 
 

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