Parcheggiare la bici in cortile

Il cortile del condominio è molte volte oggetto di discussione nelle assemblee, e da più parti ci arrivano segnalazioni di incongruenza nell’applicazione dei regolamenti comunali e condominiali in merito al parcheggio preposto alla due ruote negli spazi collettivi. Proviamo a fare chiarezza rispetto alla città di Torino.

Le politiche rivolte all’incentivazione della mobilità sostenibile in Italia stanno facendo notevoli passi avanti. E’ innegabile che oggi sia necessario favorire il trasporto pubblico rispetto a quello privato per ridurre l’inquinamento e migliorare la viabilità nelle città. Sono molti i provvedimenti adottati nel merito da parte dei Comuni che attraverso Ztl, domeniche ecologiche e Eco Pass, tentano di regolamentare la circolazione del traffico attraverso sanzioni e costi da sostenere.  Parallelamente c’è da registrare un percorso in crescita nelle metropoli, rivolto all’uso della bicicletta come mezzo di trasporto. Le vecchie due ruote, con il progredire della società si dimostrano non solo sport da praticare la domenica, ma un mezzo di trasporto per recarsi a lavorare tutti i giorni o utile agli spostamenti cittadini di qualsiasi distanza. Ci sarebbe da analizzare a fondo le politiche adottate un questi anni dai vari comuni, che molte volte tendono alla incongruenza, adottando pratiche di bikesharing ma non intervenendo sulla costruzione di piste ciclabili e messa in sicurezza di quelle esistenti ad esempio. Ma partendo dal piccolo, proviamo ad entrare nel merito del caso personale di un cittadino che si sposta con la bicicletta tutti i giorni per andare a lavorare e che quindi necessita di parcheggiare il proprio mezzo al riparo dalle intemperie e da possibili furti, visto che si stima che un quarto degli amanti delle due ruote  è vittima di un furto. Ciò significa almeno nella propria residenza, di poter mettere al riparo la propria bici, sottraendola al parcheggio in strada. Tenere il proprio mezzo al riparo dalle intemperie e dal furto facile, in quadro di incentivazione dell’acquisto e dell’utilizzo delle due ruote, è quindi un diritto di qualsiasi cittadino.

Sappiamo però che la famosa rastrelliera in cortile è oggetto di aspre discussioni nelle assemblee condominiali perché la maggior parte delle volte, la bici è considerata un hobby e non ha pari diritti dell’auto. Le scuse accampate da condomini e amministratori sono tra le più svariate, esse vanno dal decoro all’impossibilità di accedere al cortile, ma ci sono leggi e regolamenti che tutelano il condomino/ ciclista, esautorando di competenza l’assemblea condominiale.

A Torino ad esempio, il comune si è impegnato a tutelare i tragitti casa/lavoro e scuola/lavoro il Consiglio Comunale ha approvato il 20 Febbraio 2001 con deliberazione n. 21 la modifica del Regolamento Edilizio e del Regolamento di Igiene  per favorire il parcheggio. In particolare all'art. 48, punto 2 del vigente Regolamento Edilizio, è stabilito che: "In caso di nuova edificazione o di ristrutturazione edilizia ed urbanistica ed in tutti i luoghi previsti dall'articolo 7 della L.R. 33/1990, devono essere ricavati appositi spazi destinati al deposito delle biciclette, nei cortili, o in altre parti di uso comune dell'edificio, in misura non inferiore all'1% della superficie utile lorda oggetto di intervento". All'art. 82 punto 4, del vigente Regolamento d'Igiene è scritto che:
"In tutti i cortili esistenti, o di nuova edificazione, deve essere consentito il deposito delle biciclette di chi abita o lavora nei numeri civici collegati al cortile". Lo scopo delle disposizioni contenute all’interno dei due regolamenti è quello di evitare che alcuni regolamenti di condominio possano imporre il divieto di ricovero delle biciclette nei cortili, se non per motivi di provato interesse pubblico, come l’intralcio dei mezzi di soccorso o altri fatti legati alla sicurezza".

Una sentenza emessa dal Tribunale di Milano a seguito di un contenzioso insorto relativamente all'esercizio di tale diritto all'interno di un condominio afferma che:
"la generale destinazione dei cortili al riparo di biciclette utilizzate dagli abitanti degli stabili cui acceda il cortile, non può essere contrastata dai titolari dei diritti reali sui cortili stessi, siano essi proprietari singoli o, come nel caso del condominio, collettivi" ha specificato che il regolamento comunale deve essere ritenuto in ogni caso vincolante rispetto ai privati in quanto "fonte normativa in senso proprio ed incidente in materia di ordine pubblico delineata dalla legge".
Pertanto, trattandosi di norma regolamentare di ordine pubblico e di immediata attuazione deve essere intesa come obbligatoria e prevalente nei confronti dei condomini, anche nell'ipotesi che il regolamento condominiale preveda il divieto del ricovero delle biciclette nei cortili.

Anche sulla ripartizione dei costi e delle responsabilità il Comune parla chiaro, rispondendo dal suo sito alle domande frequenti da parte di amministratori e condomini. 

Quindi se nel comune di Torino, volete parcheggiare le vostre biciclette in cortile, ma avete ricevuto dei pareri negativi dall’assemblea condominiale, informatevi bene, potete ancora avere ragione.

Fonte: Comune di Torino, Bicifissa, Critical Mass

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