Shopper biodegradabili

Il 2018 è iniziato con polemiche e commenti che si sono scatenati sui social network, per la conversione del decreto legge n. 91 del 2017 (Disposizioni urgenti per la crescita economica del Mezzogiorno), che impone che le buste leggere utilizzate per acquistare frutta, verdura, ma anche carne e salumi, siano biodegradabili e compostabili ma soprattutto che il loro costo sia pagato direttamente dai consumatori.

La conversione del decreto legge 91/2017, che ottempera alla direttiva 2015/720/UE, mira a ridurre l’inquinamento prodotto soprattutto dai sacchetti leggeri e ultraleggeri, uno dei principali responsabili dell’inquinamento dei mari. In riferimento alle normative citate dal 1° gennaio 2018 ogni supermercato deve addebitare al cliente i sacchetti di plastica leggeri (i sacchetti per portare via la spesa) e quelli ultraleggeri (buste sottili del reparto frutta e verdura, usate per imbustare gli alimenti sfusi). Si può ben affermare che non si tratta di una novità per quanto riguarda i sacchetti biodegradabili leggeri, ma lo è per quelli ultraleggeri. Infatti, il prezzo di ogni unità utilizzata dovrà essere evidente nello scontrino, in modo da rendere consapevole il consumatore del prezzo sostenuto che si aggira da 1 a 3 centesimi. Leggendo la normativa europea, si evince, che invita gli Stati membri a disincentivare l’uso della plastica nei supermercati, drogherie e altri negozi di generi alimentari, il tutto per fini ecologici e di tutela dell’ambiente. Inoltre l’UE ha imposto il pagamento solo per le buste leggere, mentre per tutte le altre buste ha lasciato liberi gli Stati di stabilire con quali mezzi raggiungere l’obiettivo della diminuzione della plastica.
La legge entrata in vigore vieta la fornitura gratuita dei sacchetti di plastica biodegradabili per la spesa sia – come abbiamo già anticipato – quelli leggeri che ultraleggeri. Bisogna ricordare che già prima dell’entrata in vigore della riforma, molti supermercati avevano scelto di far pagare i sacchetti della spesa. La polemica è sorta proprio per i sacchetti ultraleggeri del reparto frutta e verdura. Queste buste ultraleggere per rispettare i canoni imposti della normativa per la tutela dell’ambiente, devono essere in materiale biodegradabile certificato, realizzate con almeno il 40% di materia prima rinnovabile richiesta ai fini di igiene da utilizzare come imballaggio degli alimenti sfusi (frutta e verdura). Dunque  al cliente si faranno pagare solo i sacchetti che arriveranno alla cassa e non quelli che preleva dal rotolo e poi non usa per un qualsiasi motivo.
La domanda posta dalla maggior parte dei consumatori italiani è se si possono portare i sacchetti da casa. Su questo punto si attende la decisione che dovrà prendere il Ministero della Salute, anche se la risposta è già stata data dalla circolare ministeriale interpretativa del Ministero dell’ambiente. Quest’ultimo ha anticipato che dovranno essere usati solo i sacchetti adatti agli alimenti e comunque monouso, cioè non riciclabili.

A.I.

Info
DECRETO-LEGGE 20 giugno 2017, n. 91
DIRETTIVA (UE) 2015/720 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
CIRCOLARE MINISTERIALE INTERPRETATIVA

<p>Oltre a informazioni su <em><strong>sacchetti leggeri biodegradabili, sacchetti ultraleggeri biodegradabili, buste ultrasottili frutta, sacchetti non riutilizzabili</strong></em>, su Effetto Terra puoi trovare informazioni su costo buste verdura, circolare ministeriale interpretativa, decreto legge n. 91/2017, direttiva unione europea 2015/720 e iscriverti a <a href="/archivio-newsletter">newsletter</a>, <a href="/directory">segnalare siti</a> e partecipare a <a href="/forum">forum</a>, nonchè visitare i <a href="/siti_consigliati.html">siti consigliati</a>, che trattano queste tematiche.</p>"

Pubblicato in


Turismo Responsabile

SOSTIENI L'AMBIENTE

Sostieni Effetto Terra: dona il 5x1000 a Eta Beta

Incontri formativi scuole

Eta Beta propone incontri per imparare come cambiare i comportamenti di consumo e come migliorare ogni giorno l’ambiente in modo efficace, con piccoli gesti.