Ue: Basta commercializzare le buste plastica "light”

La Commissione Ambiente del Parlamento Ue ha approvato la risoluzione presentata dall’onorevole Vittorio Prodi, che prevede nuovi criteri obbligatori per la riciclabilità con l'obiettivo del 75% di plastica riciclata entro il 2020. Gli Stati membri dell'UE verranno incoraggiati a tassare o vietare le buste di plastica in commercio.
 
Le buste in plastica sono il simbolo della nostra società usa e getta. Sono fatte di un materiale che dura centinaia di anni e che noi usiamo solo per pochi minuti. Per essere operative, le proposte devono essere prima approvate dagli Stati membri e dal Parlamento europeo. La Commissione europea stima che complessivamente circa 98,6 miliardi di sacchetti di plastica siano stati messi sul mercato Ue nel 2010. I sacchetti sono stati trovati nello stomaco di diverse specie marine, tra cui le tartarughe. La Commissione stima che anche lo stomaco del 94% di tutti gli uccelli nel mare del Nord contenga plastica”: ha detto Janez Potocnik, Commissario Ue all'Ambiente.
Nel documento, articolato su 11 punti, si chiede la definizione di obiettivi specifici per la raccolta e la selezione nonché criteri obbligatori per la riciclabilità, un’etichettatura specifica dei materiali che informi i consumatori in merito alla riciclabilità meccanica od organica degli stessi e, infine, criteri per la sostituzione dei prodotti di plastica monouso o caratterizzati da un ciclo di vita breve con materiali riutilizzabili e più duraturi.
La proposta modifica la direttiva sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, introducendo due elementi: l'obbligo per gli Stati membri ad adottare misure che riducano il consumo di borse di plastica di spessore inferiore a 0,05 milimetri, meno riutilizzate rispetto a quelle di spessore superiore e quindi piu' a rischio "usa e getta"; liberta' di scelta del tipo di misure. La Commissione rileva che gli ottimi risultati ottenuti da alcuni Stati attraverso la tassazione indicano che questa, insieme ad altre, e' "di fatto una via percorribile".
Si stima che nel 2010 siano stati immessi nel mercato della Ue 100 miliardi di borse di plastica, il che significa che ogni cittadino europeo ne ha usate 198 e presumibilmente ne ha riutilizzate ben poche (la maggior parte di queste borse sono di materiale leggero e di fatto vengono riutilizzate meno rispetto ai sacchetti piu' robusti). Le cifre sul consumo di borse di plastica in materiale leggero indicano grandi differenze tra gli Stati membri: si va dai 4 sacchetti annui pro capite di Danimarca e Finlandia, ai 466 di Polonia, Portogallo e Slovacchia.
Alcuni Paesi, come la Danimarca, hanno già ridotto notevolmente l'utilizzo di questi sacchetti introducendo tasse obbligatorie e la nuova iniziativa della Commissione europea cerca di spingere in questa direzione anche altri dei 28 Paesi del blocco.
Gli esponenti dei Verdi hanno detto però che la proposta è troppo poco incisiva perché non fissa degli obiettivi precisi e perché permette che gli Stati membri decidano individualmente come ridurre l'uso dei sacchetti di plastica.
"Le buste in plastica sono il simbolo della nostra società 'usa e getta'. Sono fatte di un materiale che dura centinaia di anni e che noi usiamo solo per pochi minuti", ha detto Janez Potocnik, Commissario Ue all'Ambiente.
Oggi, quello che serve per ridurre la plastica è un cambiamento di rotta radicale e la proposta di direttiva europea, presentata il 27 novembre, va proprio in questa direzione sancendo che il principio della tutela ambientale può derogare a quello della libera circolazione delle merci.
Per la Commissione Ambiente occorre spingere per la promozione delle plastiche biodegradabili e compostabili nonché delle bioplastiche.
La votazione da parte del Parlamento Europeo sul documento presentato dall’On. Prodi  è prevista per dicembre (è probabile che tale votazione venga spostata a gennaio 2014).
A seguito dell’approvazione da parte del Parlamento Europeo, il documento verrà trasmesso al Consiglio e alla Commissione europea. Le attività legislative prevedono la presentazione da parte della Commissione Europea, entro la fine del 2014, di una comunicazione riportante una revisione dei target previsti dalla direttiva quadro sui rifiuti (direttiva 2008/98/CE) , della direttiva relativa alle discariche dei rifiuti (direttiva 1999/317CE) e della direttiva sugli imballai e rifiuti di imballaggio (direttiva 94/62/CE).
 
Fonte: ec.europa.eu; polimerica.it
 
 

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