Nella sessione parlamentare del 5 maggio scorso, il Parlamento europeo ha approvato con 550 voti a favore, 49 contrari e 41 astenuti, l'adozione di un bando che pribisce tutti gli scambi commerciali di prodotti derivati da foche, all'interno del territorio dell'Unione europea, ad eccezione di quelli frutto della caccia tradizionale degli Inuit (il popolo dell'Artico), o svolta ai fini della gestione sostenibile delle risorse marine. Gli Stati membri dell'Unione europea dovranno definire le sanzioni per chi viola tale divieto. Una legge storica in sostanza, che mette lo stop all'ennesimo barbaro massacro per fini commerciali. "Il voto odierno del Parlamento europeo rappresenta una storica vittoria della associazioni animaliste che da 30 anni si battono in tutta Europa contro la mattanza delle foche a fini commerciali, - commenta Roberto Bennati, vicepresidente della LAV - ma è un'importante risultato anche per la LAV, che ha fatto sua questa battaglia in Italia portando, nel 2006, all'emanazione di un Decreto interministeriale di bando all'importazione delle pelli e derivati di foca nel nostro Paese; all'approvazione all'unanimità, nel dicembre scorso, del disegno di legge proposto dalla LAV, in Commissione Territorio e ambiente del Senato; e alla ricalendarizzazione, a febbraio, del DDL 740, per trasformare in legge, rafforzare e sanzionare il Decreto ministeriale". La messa al bando della caccia commerciale alle foche arriva pochi mesi dopo la messa al bando della caccia delle foche nel Mar Bianco e nel territorio Russo. Ultima tappa dell'iter legislativo sarà l'approvazione da parte del Consiglio d'Europa del decreto, che sembra non avere intoppi vista la convergenza politica degli stati Ue.
Fonte: L.A.V.
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