Il calore dell’Africa illuminerà l’Europa. La luce del più grande deserto del mondo diventerà energia. E’ questa la speranza prospettata alla conferenza di Monaco del 13 luglio, in cui 12 società hanno siglato un memorandum per dare via al progetto DESERTEC, una serie di centrali solari nel cuore del Sahara, collegate al vecchio continente.
Ad un anno esatto di distanza dalla data del 13 luglio che ha visto materializzarsi la proposta di creare l'Unione del Mediterraneo, tra UE e paesi del bacino mediterraneo, in cui s’ipotizzava il progetto di catturare energia solare nel Sahara, si è tenuta a Monaco di Baviera una conferenza per dare il via al progetto DESERTEC.
Un progetto che finalmente esce dai confini delle ipotesi o delle teorie, portando all’attenzione ed alla riflessione collettiva un ulteriore strumento di sensibilizzazione e comprensione delle politiche energetiche globali. Capace di mettere in discussione con dati scientifici e prospettive di medio e lungo periodo l’attuale modello basato su combustibili fossili e su un futuro nucleare. Intravedendo nelle fonti rinnovabili un mezzo per rilanciare l’economia e garantire sicurezza energetica, idrica e climatica, non solo all’Europa. Repubblica vi ha dedicato la copertina de “La Domenica della Repubblica” ed un inserto, al cui interno era riportato un interessante intervento di Tahar Ben Jelloun, in cui si può leggere “E’ la luce non il petrolio la vera ricchezza del deserto... La potenza nascosta del deserto sarà finalmente messa a frutto per produrre quella che viene chiamata «energia verde», pulita e che ridurrà le emissioni di anidride carbonica e rafforzerà l’approvvigionamento energetico in Europa… Consolidando un legame formidabile tra il sud ed il nord, un ponte di luce e vita”. Lasciando per un momento da parte la poesia, DESERTEC è stato ideato e messo a punto da Club of Rome, Hamburg Climate Protection Foundation e NERC, rientrando nel più ampio quadro di TREC. Può essere considerato il più grande progetto di centrale solare del mondo. L’idea è quella di costruire un vasto parco di centrali termo solari in Nord africa per poi collegarlo con centrali eoliche in Marocco, sul Mar Rosso e da qui all’Europa ed alle sue centrali idroelettriche, eoliche o alimentate a biomasse. La novità, nonché la testimonianza nonostante la mole di investimenti prevista, 400 miliardi di €, è proprio data dalla riunione del 13 luglio di quest’anno tenutasi in Baviera, dove a firmare un memorandum, sono state 12 società industriali, banche e assicurazioni (Abb, Abengoa Solar, Cevital, Deutsche Bank, E.On, Hsh NordBank, Man Solar Millennium, Munich Re, M+W Zander, Rwe, Schott Solar, Siemens). Accordo che rappresenta il primo passo del grande progetto per fornire all’Europa il 15% del suo fabbisogno energetico entro il 2050 da energie rinnovabili. L’iniziativa prevede entro il 31 ottobre, la costituzione di una società responsabile per l'iniziativa, che includa anche altre aziende e azionisti di diversa nazionalità. Tralasciando gli aspetti tecnici ampiamente riportati nella sezione approfondimenti ci pare utile sottolineare l’utilizzo di tecnologie già disponibili e operative da decenni: la solare termodinamica (specchi per concentrare l’energia solare, creando calore da utilizzare per azionare turbine) e rete di distribuzione a corrente continua, con una dispersione del 3% per 1000 Km, rispetto al 10 % dell’alternata. Non trascurabili anche i miglioramenti in termini di qualità della vita e rispetto dell’ambiente per l’area EU – MENA (Europa, Medio Oriente, Nord Africa) e le popolazioni che la abitano: maggiore sicurezza energetica; crescita e opportunità di sviluppo per la regione MENA a seguito di sostanziali investimenti privati; salvaguardia del futuro approvvigionamento di acqua in paesi MENA, utilizzando l'energia in eccesso per impianti di dissalazione dell’acqua di mare; riduzione delle emissioni di biossido di carbonio.
Entro tre anni "Vogliamo presentare un piano d'investimenti dettagliato e fattibile", ha detto T. Jeworrek del c.d.a. della Munich Re. Il finanziamento iniziale, ha spiegato il sottosegretario agli Esteri tedesco, Guenter Gloser, dovrebbe includere 1 miliardo di € dall’UE e, secondo la Reuters, la ricerca di altri 4 miliardi sarebbe a carico dei “12 di Monaco”. In merito ai dubbi sull’instabilità politica della regione nordafricana Jeworrek precisa come i promotori di DESERTEC abbiano "un ampio margine geografico riguardo alla localizzazione del progetto". Per Wolfgang Dehen, delegato di Siemens Energy, la società italiana Archimede Solar Energy - partecipata dalla Siemens per il 28% svolgerà un "ruolo importante" nell'iniziativa. Intanto sullo sviluppo del solare termodinamico in Italia, sulle criticità di DESERTEC e sul coinvolgimento della nostra industria, si terrà a Roma, il 16 luglio, un convegno organizzato dal Kyoto Club.
Approfondimenti:
Fonte: Desertec Foundation, Repubblica, Kyoto Club, AWP
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