La favola dell'atomo di Fukushima

3 anni fa a Fukushima il problema non furono le misure di sicurezza dei reattori della centrale di Fukushima Daiichi, ma l'ineluttabilità di un evento come lo tsunami. Non si poteva fare molto di più per evitarlo. Chi lo racconterà però ai bambini della regione nei prossimi anni? Bambini a cui sono stati diagnosticati tumori alla tiroide in percentuali anomale. Nessuno, probabilmente, visto che con il passare degli anni l'incidente nucleare di Fukushima, rimarrà sempre più per molti, uno sbiadito ricordo.
 
L'11 marzo del 2011 Fukushima, una città giapponese con circa 300000 abitanti decina di migliaia in più o in meno, nelll'isola di Honshu, divenne per alcuni giorni il centro del mondo. Perlomeno di quello mediatico. La nuova Chernobyl (secondo alcun siti e blog) sembrava avere scosso le coscienze di molti, avere dato il via a riflessioni in merito alla necessità dell'approvvigionamente energetico attraveso l'energia nucleare, sulla sicurezza delle attuali centrali nucleari in servizio nel mondo e sugli effetti per salute e ambiente nel caso di incidenti delle stesse. Diciamo quanto meno ci si interrogava su come curare un male rienuto necessario per alcuni e da estrirpare per altri. Naturalmente senza neanche prendere in considerazione l'eventualità di porvi fine rinunciandovi definitivamente a livello politico. A parte le immagini, i bollettini delle agenzie di stampa, gli articoli militanti, cosa è rimasto 36 mesi dopo. Non un granchè se non le solite dimenticanze della memoria e la costante prassi dello sminumento dell'accaduto. Già a settembre del 2011 l'Aiea - l'agenzia atomica delle Nazioni Unite - sentenziava come l'utilizzo dell'energia nucleare sarebbe cresciuto significativamente a livello globale nei futuri vent'anni, nonostante o volutamente si fosse a 6 mesi dal disastro nipponico e da poco si era registrato un incidente nella centrale nucleare francese di Marcoule. In Italia a giugno l'esito referendario sull'atomo sembrava avere fugato ogni dubbio, era la seconda volta in venticinque anni, sulla non volontà dei cittadini di illuminare le proprie abiitazioni, le città e riscaldarsi con l'energia atomica. Eppure si assisteva a dicharazioni in contro tendenza, da chi quel segno sulla scheda avrebbe dovuto fare in modo che s tramutasse in realtà. A novembre, siamo sempre nel 2011, il consiglio regionale del Veneto si esprimeva a favore dell'ipotesi di ospitare impianti nucleari nella propria regione, respingendo la richiesta dell’opposizione che aveva portato in consiglio la delibera votata in altre 17 regioni. Ed il Governo rappresentato dal Ministro all'Ambiente Clini dava il proprio imprimatur  "Il ritorno al nucleare è un' opzione sulla quale bisognerebbe riflettere molto". Dichiarazione rilasciata ai microfoni della trasmissione di Radio2 "Un giorno da pecora". Riflettere? Non bisognava agire? Rendere effettiva la consultazione popolare?
Intano oltre i confini nostrani continuavano ad accadere fatti e fattarelli, che è meglio non scordare. In Francia il 5 settembre 2012 si verificava presso la centrale nucleare di Fessenheim un incidente di natura chimica con il ferimento lieve (per le fonti ufficiali) di due persone, fatto che le autorità si affrettano a catalogare come privo di pericoli per la sicurezza. Centrale inoltre la cui chiusura era prevista per il 2011, ma poi procrastinata da Hollande in campagna elettorale entro al 2017. Il Giappone nel luglio del 2012 si svegliava scoprendo come l'incidente di Fukushima fu "una fatalità causata dall'uomo". Secondo gli esiti di un'indagine della Commissione parlamentare giapponese sulla sciagura, per la quale Il disastro era avvenuto per una mancata sinergia inerente alla protezione dei cittadini tra governo, authority e gestore Tepco. Come poteva essere altrimenti verrebbe da chiedersi viste le premesse sin qui enunciate. Sempre l'estremo Oriente, con scenario però la Cina questa volta, apriva all'onore delle cronache il 2013 con l'annuncio della partenza dei lavori per l'impianto nucleare più grande del pianeta.
Solo i teorici del non progresso potevano interrogarsi su concetti quali, risorse/profitto energia/utili, d'altronde chi si poteva ricordare o avere fatto attenzione ad una ricerca  pubblicata su www.nuclearbanks.org, commissionata dalla coalizione Banktrack di cui fa parte Greenpeace nel maggio 2010 che analizzava come oltre la metà di tutti i finanziamenti all'energia nucleare in Europa arriva da un gruppo di soli dieci istituti finanziari. Per l'Italia, in testa BNL seguita da UniCredit e Intesa Sanpaolo. O  ancora andare più indietro con i ricordi e le letture e rammentarsi un articolo della Stampa dove si raccontava come l'economista americano Amory Lovins, teorico del "Capitalismo naturale" di fronte ad una platea di politici ed imprenditori affossasse l'energia nucleare, dimostrando come le rinnovabili avevano già battuto a suon di numeri, l'atomo nella produzione di energia.
Ecco questa è la storia dell'atomo di Fukushima che rimarra la stessa nel tempo e alle diverse latutudini, ma che va ricordata non solo durante l'anniversario della tragedia e forse come si faceva un tempo tramandata tra persone. Per evitare, come sta accadendo in questi giorni che si possa dire davvero? Non lo sapevo, non pensavo! E scoprire intorno all'11 marzo di ogni anno che, tsunami o meno, a Fukushima a partire dallo stesso giorno del 2011 la terra fu contaminata dalle radiazioni nel raggio di 30 chilometri dalla centrale, ci furono 160.000 sfollati nella regione e i bambini da quel giorno non possono più giocare nei prati o nei boschi. Perchè la terra è pericolosa, radioattiva.
Fukushima, dove i bambini con un tumore alla tiroide sono 75 sui 254.000 controllati ad oggi, mentre la media giapponese è di 2 casi su un milione.
E non importa se oggi è il 12 marzo. [etr]
 
Fonte: TmNews, ANSA La Stampa, Effetto Terra
 
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