Incentivi e quinto conto energia: ancora incomprensioni tra Governo e Regioni

Malgrado l’ottimismo dimostrato dal ministro dell’Agricoltura, Flavio Catania,  e dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, non c’è ancora accordo tra governo e Regioni sugli incentivi alle rinnovabili e sul quinto Conto Energia per il fotovoltaico. Di sicuro c’è che i decreti sulle rinnovabili e Conto Energia verranno modificati, ma le posizioni sono ancora lontane.
 
Il 6 giugno la Conferenze Unificata delle Regioni ha analizzato in sede tecnica i due decreti sugli incentivi, il Decreto sulle rinnovabili elettriche ed il Quinto Conto Energia. A detta del governatore della Basilicata, Vito De Filippo, le Regioni sono insoddisfatte: (“… la posizione delle Regioni è quella di esprimere un parere contrario ai due decreti”), mentre il ministro Clini ha giudicato positive le conclusioni della Conferenza delle Regioni. Malgrado l’ottimismo da parte del governo, le posizioni rimangono distanti.
Il problema non è solo la questione incentivi. Il decreto sugli incentivi alle rinnovabili elettriche prevede un taglio agli incentivi e riduce la facilità di accesso aumentando l’iter burocratico soprattutto per gli impianti sopra i 12 kw di potenza. Le Regioni vorrebbero che il tetto massimo degli incentivi rimanesse a 7 mld l’anno (il Governo pensa a 6,5 mld) e criticano con forza non solo l’obbligo di registrazione per gli impianti sopra i 12 kw di potenza, ma anche il fatto di inserire nel decreto dei limiti di potenza incentivabile e l’ipotesi di introdurre aste per assegnare tariffe incentivanti anche per impianti di piccola taglia (le Regioni chiedono che le aste partano almeno da 10 MW di potenza). Pertanto, non sono soltanto i minori incentivi previsti nel decreto a creare le polemiche degli Enti locali, ma anche l’ingiustificabile burocratizzazione che introdurrebbe incertezza sui tempi per la realizzazione degli impianti da fonti rinnovabili, con conseguenze deleterie per l’accesso al credito bancario da parte degli imprenditori.
In sostanza le Regioni, con le loro “richieste imprescindibili” condividono le preoccupazioni delle associazioni di categoria delle rinnovabili e di quelle ambientaliste, le quali hanno più volte espresso il loro dissenso sui tagli agli incentivi. Enerpoint ha addirittura avvertito il governo:
“Se i ministri Passera e Clini confermeranno il registro, limitando inoltre il livello di spesa annua a meno di 7 miliardi, si renderanno responsabili della perdita di migliaia di posti di lavoro all’interno del settore trainante della green economy e del rallentamento del processo di affrancamento del sistema energetico italiano dalle fonti fossili provenienti dall’estero. In questo modo il mercato fotovoltaico italiano riuscirebbe a raggiungere il traguardo dei 2-3 GWp di installazioni annuali citato dai ministeri, ma si limiterebbe, nella migliore delle ipotesi, a 700-800 MWp all’anno”.
Ma anche sul fotovoltaico le posizioni sono lontane. Gli Enti locali hanno fatto richieste precise da introdurre nel Quinto Conto Energia: (1) aumento complessivo delle tariffe onnicomprensive, che sugli impianti da 3 kw dovrebbero salire dai 237euro/MWh proposti dal governo a 292, e (2) la tariffa per l’autoconsumo che dovrebbe passare da 155 a 210 euro/MWh.
Il Ministro allo Sviluppo Economico, Corrado Passera, però, ha lasciato uno spiraglio affermando che saranno prese in considerazione le richieste degli Enti locali e delle associazioni di categoria.
Dal canto nostro, non possiamo che registrare che la situazione è molto complessa e difficile perché, se da un lato il governo dichiara di essere disponibile ad una apertura, dall’altra non si può tralasciare che per “accontentare” le richieste venute fuori dalla Conferenza delle Regioni occorrerebbe riscrivere di sana pianta i due decreti sulle rinnovabili in quanto viene contestato proprio l’impianto di base dei due decreti.
Malgrado i segnali che arrivano dalle parti siano distensivi, le posizioni sono ancora molto lontane e nessuno può ancora prevedere cosa ci sarà nei decreti. I prossimi giorni saranno cruciali.

Fonti: QualEnergia, Ministro Politiche Agricole, Ministro Sviluppo Economico.

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