Rschio scorie nucleari nel lago Huron

Che fine faranno una grande quantità di scorie nucleari in Canada? Probabilmente a contaminare le acque del lago Huron, risorsa di acqua potabile per milioni di cittadini delle sponde siacanadese sia statunitense, se il progetto della OPG vedrà la luce.
 
A svelarlo un articolo di Valentina Neri sull'edizione online della rivista Valori, che riprende una notizia dell'Huffington Post. "L'idea" è venuta ai responsabili della Ontario Power Generation (OPG), la ditta che fornisce l’energia elettrica nell’omonima provincia. Il proposito non rappresenta un progetto di prima mano, in quanto della messa in funzione di un deposito di rifiuti nucleari nei pressi della centrale di Kincardine si parla già da tempo. Le perplessità però sono tante e suffragate da dati.
Il sito sarebbe posto soltanto a un metro di profondità, ospiterebbe circa 200 milioni di litri di rifiuti dcon radioattività classificata con livello “basso e intermedio” e disterebbe appena un chilometro dalle sponde del lago Huron. E' facile intuire e comprendere le vive e ferme preooccupazioni e proteste delle comunità locali, se il progetto andrà in porto.
"Costruire una discarica di scorie nucleari a meno di un chilometro da una delle più grandi fonti di acqua dolce nel mondo è un atto sconsiderato a cui ci si dovrebbe universalmente opporre", le parole di Dan Lauwers deputato del Michigan. Una protesta che oltre che inter statuale è anche bipartisan, coinvolgendo esponenti di tutti gli schieramenti politici.
L'opposizione nasce soprattutto perchè un impianto di questo tipo potrebbe rappresentare un precedente, trattandosi del primo nel suo genere in Nord America. Precedente che rischierebbe di aprire la strada ad altri impianti di stoccaggio di scorie nucleari sotterranei. In più a contraddire le tesi sulla sicurezza da parte della OPG, secondo la quale i rifiuti componendosi di "materiali radioattivi in minima parte come stracci, asciugamani di carta, spazzatura e indumenti di protezione utilizzati nelle centrali nucleari durante il funzionamento e la manutenzione ordinaria" o con radioazioni di livello intermedio  nel caso di "resine, filtri e componenti dei reattori", ci sono le dichiarazioni di Frank R. Greening. Ex-analista scientifico della Ontario Power Generation, il ricercatore in una lettera presentata a gennaio al Comitato federale canadese per la revisione del sito, ha affermato come alcuni materiali sono 100 volte più radioattivi di quanto inizialmente affermato ed ipotizzato, ed alcuni lo sono 600 volte.
 
Fonte: valori.it; huffingtonpost.com
 

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