Estrazione di gas naturale di scisto, il fracking in Europa

A complemento e integrazione del commento al film Gasland, che descrive le condizioni di estrazione dei gas naturali dal sottosuolo statunitense, riportiamo qui di seguito un articolo del 5 ottobre 2011 tratto da Virgilio Go Green, a proposito della tendenza europea al ricorso a fonti energetiche alternative a petrolio e carbone.
 
Tra le fonti alternative, il ricorso allo shale gas diventa sempre più conveniente. Ma le tecniche di estrazione non sono ancora sicure e pulite.
Se ne parla sempre più diffusamente. Il costo del petrolio tende a salire, la disponibilità di greggio di prima qualità si abbassa fisiologicamente, giorno dopo giorno, e così diventa sempre più praticabile, come alternativa, la scelta di attingere al gas di scisto, estraendolo dalle rocce e dalle sabbie bituminose.
Se il fenomeno prendesse piede su larga scala – giurano gli osservatori – cambierebbe il quadro geopolitico ed economico e il baricentro della produzione di energia fossile e petrolifera si sposterebbe dalle coste arabiche e africane alle Americhe. Con tanti vantaggi economici e politici soprattutto per gli Usa, ma anche per il Brasile, il Canada e l'Argentina.
Ma il condizionale è d’obbligo perché rimangono forti i dubbi sull’efficacia, la sicurezza e la pulizia delle nuove tecniche di estrazione sperimentate soprattutto dagli americani. La più avanzata è quella del cosiddetto “fracking” e consiste nella fratturazione idraulica. Il gas intrappolato nel bitume viene liberato immettendo acqua sotto altissima pressione mescolata ad acidi. Il sistema va però usato con estrema cautela, perché può inquinare le falde acquifere.
Secondo il quotidiano Le Figaro, proprio considerando questi limiti, la Francia avrebbe deciso di revocare i permessi d'esplorazione assegnati all’americana Schuepbach e alla francese Total. Una vittoria per gli ambientalisti francesi, che hanno protestato di recente per l'estrazione nell'Ardeche e che così si consolano per il dovere già subire, in tema di energia, una scelta nucleare senza mediazioni e senza tanti compromessi.
Prima dell'ultima decisione francese, una bocciatura dello shale gas era arrivata a luglio da un rapporto commissionato dalla Commissione Ambiente del Parlamento europeo. I fluidi usati per il fracking – sostengono a Strasburgo - possono filtrare nel terreno portando con sé anche metalli pesanti e materiali radioattivi. In più le fughe di metano, frequenti usando queste tecniche estrattive, hanno un potere climalterante molto superiore a quello della CO2, anche se ha un tempo di permanenza in atmosfera minore (un decimo circa).
Ma soprattutto, dall’estrazione dello shale gas consegue per adesso anche un elevato rischio sismico: è accertato che il fracking idraulico, infatti, possa causare piccoli terremoti di magnitudine 1-3 della scala Richter.

Fonte: Go Green Virgilio

 

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