Fukushima: un muro di ghiaccio per limitare le perdite

Torna la paura a Fukushima. Due giorni fa il reattore numero 3 ha causato una fuoriuscita di fumo causando cadute di pioggia radioattiva. La centrale nucleare di Oi ha riavvivato il reattore n. 3, subito dopo lo tsunami del 2011, per produrre energia elettrica impiegando il 5% della sua potenza.
 
Oggi, l’unica cosa certa a Fukushima è che la situazione si presenta sempre più incontrollabile. La fuori uscita del fumo radioattivo dal reattore 3 conferma i dubbi delle agenzie internazionali sulla messa in sicurezza dei siti colpiti dallo tsunami del 2011.
L’incidente nucleare di Fukushima, del marzo 2011, ancora oggi continua a mostrare i suoi effetti a due anni dall’accaduto. Dopo la scoperta dei tonni radioattivi rilevati sia nelle coste Giapponesi che in quelle Californiane, ora tocca agli ortaggi e alle piante. Un fotografo giapponese ha pubblicato sul sito IMGUR le immagini degli ortaggi e delle piante modificate geneticamente dopo l’esplosione dei reattori numero 1 e 2. Nelle fotografie si possono guardare gli effetti della radioattività sul ciclo di vita del mondo vegetale. Mais a due teste, arance e albicocche bicolore, pomodori ricoperti da sospettose escrescenze, cavoli giganti e frutta siamese.
Il portavoce del governo Yoshihide Suga dice: “Il governo si occuperà di tutto”. Il Governo nipponico sta pensando di congelare il terreno intorno al reattore per bloccare il flusso. Il muro di ghiaccio sotterraneo, che verrà costruito intorno ai reattori nucleari per impedire altre infiltrazioni e fuoriuscite di liquidi contaminati dalla centrale di Fukushima avrà un costo iniziale di 360 milioni di euro. Shinzo Abe, il primo ministro giapponese, ha fatto sapere che la metà dei fondi verranno recuperati dalle riserve del bilancio pubblico 2013, e si prevede un aumento delle tasse per sostenere lo stanziamento dei fondi.
Fino a poco tempo fa gli stessi esperti parlavano di lavare l’acqua dalle radiazioni per riportarla sotto al livello autorizzato per legge, per poi riversarla in mare. Oggi, migliaia e migliaia di tonnellate di liquido radioattivo vengono conservate in serbatoi e sono usate per raffreddare i reattori. La Tepco, l’ente che gestisce la centrale di Fukushima Daiichi, ha dichiarato che l’acqua radioattiva potrebbe raggiungere l’oceano Pacifico, oltre alle zone vicine alla centrale. Infatti, ogni giorno sono circa 300 le tonnellate di acqua contaminata che finiscono in mare.
 
Fonte: La stampa
 
 

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