I pro e i contro del nuovo Conto Termico

Finalmente il decreto sulle rinnovabili termiche offre un quadro normativo chiaro, ma gli esperti del settore rilevano alcuni aspetti negativi che in futuro dovranno essere affrontati, a cominciare da una procedura burocratica molto complessa e risorse troppo limitate. Su Qualenergia.it, un’interessante analisi a cura di Giulio Meneghello da cui prendere spunto.
 
Intanto è sicuramente un fatto positivo che il Conto termico ci sia. Un altro aspetto positivo è da ricercare secondo Stefano Casandrini, responsabile del settore rinnovabili di Assotermica, nel passaggio da un sistema di incentivi legato alla fiscalità generale ad un sistema che attinge le risorse dalle bollette del gas. Un sistema, questo, molto criticato dalle aziende più energivore, che si vedono aumentare il “contributo” agli incentivi.
Fra le novità positive si può citare la riduzione di 2 o 5 anni del tempo di erogazione dell’incentivo, rispetto ai 10 anni previsti con la normativa attuale, l’allargamento alla Pubblica amministrazione della platea dei beneficiari e il passaggio della gestione dall’Enea al Gse  in quanto si spera che saranno disponibili più risorse, più presenza e più attenzione nell’assistenza agli utenti e nella formazione degli operatori.
Altro aspetto positivo, continua Casandrini, “è che per alcuni mesi avremo una convivenza dei tre strumenti: conto energia termico, detrazioni del 55% per l'efficienza energetica e detrazioni del 50% per le ristrutturazioni edilizie. Cosa che ci permetterà di valutare come il mercato reagirà rispetto alle tre misure”.
Tra gli aspetti negativi si possono sicuramente menzionare la procedura burocratica, molto complessa, e la riduzione delle risorse, considerate troppo limitate: dei 900 milioni previsti, 700 sono destinati ai privati e 200 alle Pubbliche Amministrazioni. Se si considera che nel 2010 (ultimo anno per cui sono disponibili i dati Enea) sono stati portati in detrazione 2.533 milioni di euro solo per i privati, ci si rende immediatamente conto dell’inadeguatezza dello stanziamento disponibile. La conseguenza sarà che i fondi saranno sufficienti solamente per coloro che per primi realizzeranno gli impianti mentre gli altri resteranno a bocca asciutta.
Per accedere agli incentivi, inoltre, sono previsti per tutti limiti prestazionali minimi piuttosto stringenti e l’incentivo a disposizione non è mai particolarmente generoso, non superando - in linea di massima per gli impianti più performanti - il 40% di quanto speso. Infine, la documentazione da presentare è sicuramente più corposa (e costosa) di quella richiesta in precedenza per il 55% dal momento che include, tra l’altro, attestato di certificazione energetica, schede tecniche, asseverazione dell’impianto, fatture, bonifici, diagnosi energetica, dichiarazioni e certificati di smaltimento, di emissione in atmosfera, ecc.
 
In ogni caso, finché il Conto Termico non andrà in vigore – 30 giugno 2013 – e tenuto in debito conto che gli incentivi non sono cumulabili, gli utenti privati potranno scegliere di quale normativa avvalersi:
  • Detrazioni fiscali: incentivo al55% ottenibile in 10 anni, adempimenti moderati, costi di istruttoria medi, controlli documentali.
  • Conto Termico: incentivo al 40% ottenibile in 2 o 5 anni a seconda dell’intervento, costi di istruttoria rilevanti, controlli documentali e tecnici sul campo.
  • Ristrutturazioni edilizie: incentivo al 50% ottenibile in 10 anni, adempimenti minimi, costi di istruttoria quasi nulli, controlli scarsi e commisurati agli adempimenti.
Fonte: qualenergia
 
 
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