Il nucleare sicuro?

Due incidenti nucleari in due settimane, un dato che dovrebbe far riflettere quanti continuano a proporre le centrali nucleari come soluzioni ai problemi energetici in Italia e nel mondo. Non sembra così però...

L'ultimo G8 si è concluso con l'oramai consueto nulla di fatto per quanto riguarda il riscaldamento globale e il debito dei paesi del terzo mondo, ma in compenso ha allineato tutti i leaders delle maggiori potenze mondiali intorno al ritorno dell'atomo.
Da noi è da tempo che i nuclearisti hanno trovato nel governo e nel Ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola una sponda sicura per riaprire un dibattito che sembrava definitivamente chiuso.
In un altro articolo abbiamo già spiegato perché non è l'energia nucleare la risposta al caro petrolio e al contenimento del costo dell'energia elettrica, studi che sono alla conoscenza di tutti, ma evidentemente, non sufficienti a convincere chi vuole investire pesantemente in quella che un tempo veniva chiamata "energia padrona".
Saranno forse più convincenti gli ultimi due incedenti nucleari che nelle ultime due settimane hanno svelato un altro aspetto di questo tema, forse tra i più importanti.
Nel sito nucleare di Tricastin, tra l'8 e il 9 luglio si è verificato il riversamento accidentale in due fiumi di trentamila litri di soluzione contenente 12 grammi di uranio per litro. Il liquido radioattivo è finito sul terreno, poi in una canale adiacente e infine nei due fiumi La Gaffiere et L'Auzon. Erano subito state prese misure di sicurezza, come il divieto di attingere acqua ai pozzi, divieto di balneazione e pesca nei corsi d'acqua inquinati, nonché di consumo del pescato.
L'undici luglio invece un incendio ha distrutto il tetto di una turbina dell'impianto nucleare di Ringhals, in Svezia. L'impianto di Ringhals, nel sudovest della Svezia, è di proprietà della Vattenfall con una partecipazione della tedesca E.On.
In tutti e due i casi i servizi di sicurezza hanno giudicato la situazione sottocontrollo, ma intanto a Tricastin ha chiuso una parte della stazione di trattamento di effluenti uraniferi come richiesto dall'Autorità per la sicurezza nucleare, e l'incidente preoccupa molto l'Arpa del Piemonte che ha aumentato "il livello di attenzione del monitoraggio della radioattività ambientale a seguito della vicinanza geografica del sito francese".
I due incidenti seguono quello di Krsko in Slovenia, dove a inizio giugno si è verificata una perdita di liquido dal sistema di raffreddamento principale della centrale nucleare, allertando la Commissione europea che ha imposto il momentaneo spegnimento del reattore.
Questi recenti fatti dovrebbero far riflettere chi intende rivalutare l'energia nucleare nel nostro paese, ma non sembra che l'argomento sia preso in considerazione. Nemmeno tenendo conto di quanto a dichiarato il premier spagnolo Zapatero dopo che stando, a quello che ha scritto il quotidiano El Paìs, quattro degli otto reattori nucleari presenti nel paese hanno registrato malfunzionamenti in meno di 72 ore, ha dichiarato che il governo spagnolo "non intende costruire nuovi centrali nucleari e non prolungherà l'esistenza delle otto centrali di cui dispone la Spagna".
Il presidente del consiglio Berlusconi però dal G8 in Giappone ha rilanciato la necessità "di dare il via alla progettazione e alla costruzione di oltre mille centrali nucleari nel mondo". "L'Italia - ha spiegato ancora Berlusconi - si aggiungerà alle iniziative per ora assunte da Francia e Gran Bretagna perché non c'èaltra soluzione possibile per quanto riguarda il futuro". Il Ministro Scajola ha in visita ad Ansaldo Energia a Genova, ha annunciato che entro la fine di quest'anno saranno individuati i siti su cui far sorgere le centrali nucleari italiane e che nella primavera del 2009 sarà indetta la conferenza energetica (organizzata insieme al ministero dell'Ambiente e aperta a tutti gli esperti del settore) con la proposta di un Piano nazionale che sarà poi portato all'attenzione del Parlamento.

Per inciso in Europa siamo circondati da centrali nucleari : la Francia ne ha 59, il Regno Unito ne ha 34, la Svezia 11 e l'Ucraina 14, la Svizzera 5 e la Russia 29. E nel caso di incidente ci sono 57 centraline a segnalarne la pericolosità. Ma per i casi più gravi d'incidente non basteranno le Alpi a proteggerci.

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