Nucleare: in primavera la decisione su siti

Il Consiglio dei ministri ha approvato due schemi di decreti legislativi, che comprendono i termini della localizzazione dei siti idonei ad ospitare le nuove centrali nucleari, le compensazioni per i territori, l'assetto geotermico nazionale ed altre norme riguardanti il possibile ritorno dell’atomo.

I passi del nucleare si fanno sempre più concreti in Italia, ma denotano, decreto dopo decreto, una disparità palese tra le dichiarazioni roboanti dei ministri e le norme effettivamente varate. E’ il caso di quest’ ultima fase legislativa dove il consiglio dei ministri ha approvato due bozze di decreti: uno sulla "localizzazione e l'esercizio di impianti di produzione di energia elettrica e nucleare, di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio, nonché misure compensative e campagne informative". L'altro sul "riassetto della normativa su ricerca e coltivazione delle risorse geotermiche". In sostanza le due approvazioni tendono a legiferare il modo in cui dovranno essere individuati i siti per le future centrali e le operazioni connesse. I siti saranno noti a marzo, dopo le elezioni regionali, e non saranno decisi dallo Stato, ma dai soggetti che si occuperanno della costruzione e della gestione degli impianti. I possibili siti dovranno rispondere a "uno schema di parametri di riferimento relativi a caratteristiche ambientali e tecniche", come previsto dalla bozza legislativa approvata. I siti che ospiteranno le centrali nucleari saranno "di interesse strategico nazionale" e come tali "soggetti a speciali forme di vigilanza e protezione", si legge, riconfermando lo schema di ordine pubblico già visto per la questione rifiuti in Campania.
I Decreti individuano anche le linea da seguire in merito alle compensazioni, dando per certa l’impossibilità reale dei territori ad esprimersi in merito, si formulerà un beneficio economico su base annuale da corrispondere anticipatamente per ciascun anno di costruzione dell'impianto, commisurato alla potenza sprigionata.  A ciò si aggiungono i cosiddetti “benefici economici” che cadranno a pioggia sulle Province e i Comuni (compresi quelli limitrofi nella distanza di 20 chilometri dall’impianto). Le imprese e gli abitanti delle zone in questione non avranno solo sconti nella bolletta elettrica ma anche in quella per i rifiuti urbani, per le addizionali Irpef, Irpeg e per l’Ici.
Infine nella scelta governativa vengono dettate alcune caratteristiche che escludono le zone sismiche, quelle fittamente popolate, preziose dal punto di vista paesaggistico o storico-architettonico.

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