Sono 11 le regioni italiane che si stanno opponendo alla nuova legge sul nucleare che oltre a sancire il ritorno dell’atomo nel nostro paese, esautora di qualsiasi competenza i governi regionali. Con un un ricorso alla Corte Costituzionali, i territori si oppongono alla nuova era nucleare.
Dopo l’indiscrezione uscita a mezzo stampa che indicava i dieci siti individuati dal governo per la costruzione delle nuove centrali nucleari uscita settimane fa, la minaccia nucleare si fa concreta. Benché il Ministero dello sviluppo economico abbia smentito gli articoli pubblicati, i territori presenti nella lista, e anche quelle per ora esclusi, hanno iniziato a far sentire la propria voce, sia perché contrari al ritorno dell’atomo, sia perché la legge che ne regolamenta il ritorno limita fortemente, se non esclude totalmente, il ruolo delle Regioni in oggetto, limitandolo ad un parere da esprimere entro 60 giorni. Il disegno di legge sullo sviluppo, 1441-ter-B, entrato in vigore il 15 di agosto, attribuisce al Governo la delega a stabilire, entro sei mesi dall’entrata in vigore, i criteri per la localizzazione delle centrali nucleari e dei depositi delle scorie, nonché le “misure compensative” a vantaggio di coloro che si ritroveranno gli impianti vicino a casa, escludendo qualsiasi ruolo delle regioni nel processo decisionale, così come quello dei cittadini e dei futuri oppositori, tenuti a bada dall’esercito così come avvenne per la riapertura della discarica di Chiamano in Campania, ritenuta sito militare.
In questo modo il tema dell’energia nucleare verrà trattato con procedimenti di emergenza, così come avvenne per i rifiuti e per molte opere pubbliche già in atto, normato da commissari straordinari e norme speciali. A questo un numero di regioni ha iniziato a dirsi contrario da tempo ed oggi è iniziato un iter burocratico di opposizione che vede 11 regioni fare ricorso alla Corte Costituzionale, appellandosi a quanto stabilito dall’articolo V della Costituzione sui poteri concorrenti delle Regioni in materia di Governo.
In un primo tempo persino il Ministero dell’Ambiente veniva esautorato dall’iter decisionale, salvo poi correggere in corsa la norma.
Negli ultimi giorni Lazio, Marche, Umbria, Basilicata, Puglia si sono unite al ricorso presentato da Calabria, Toscana, Liguria, Emilia Romagna e Piemonte. Trovando ulteriormente l’adesione della Rete dei piccoli Comuni, mentre il Comitato molisano contro il nucleare ha promosso una petizione per spingere la Regione a fare altrettanto.
Indiscrezioni dei giorni scorsi annoverano anche la Sicilia tra le regioni prossime firmatarie.
Altre regioni hanno espresso, pur non aderendo al ricorso, pareri decisi in materia: la Sardegna ha stabilito che compirà “tutti gli atti necessari” per evitare la presenza di centrali nucleari sul suo territorio, e il Veneto sta discutendo dell’opportunità con il rischio di una crisi nella maggioranza regionale.
Pubblicato in





You Tube Effetto Terra
My Space Effetto Terra
RSS Effetto Terra