Osservazioni pubbliche sulla Strategia Energetica Nazionale

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato sul proprio sito la bozza della Strategia Energetica Nazionale 2013-2020. Il documento, dice la nota del Ministero, costituisce “la base per un’ampia consultazione pubblica” che durerà fino al 30 novembre. Ma quali sono gli obiettivi che si pone la SEN e come è stata accolta dai principali attori interessati al settore energetico? Abbiamo raccolto alcune osservazioni in proposito.
 
Secondo il documento entro il 2020 sono attesi i seguenti risultati:
  • allineamento dei prezzi all’ingrosso ai livelli europei per tutte le fonti energetiche: elettricità, gas e carburanti;
  • riduzione di circa 14 miliardi di euro/anno di fattura energetica estera, con la riduzione dall’84 al 67% della dipendenza dall’estero grazie ad efficienza energetica, aumento della produzione da fonti rinnovabili e maggiore produzione di risorse nazionali;
  • riduzione di circa il 19% di emissioni di gas serra;
  • incidenza del 20% dell’energia rinnovabile sui consumi finali lordi.
I risultati attesi, sottolinea la bozza programmatica, "saranno accompagnati da benefici in termini di crescita economica e occupazione soprattutto per effetto del recupero di competitività nei settori a più elevata incidenza di consumi elettrici e di gas, del risparmio di risorse attualmente utilizzate per l'importazione di combustibili, degli importanti investimenti nel settore energetico e nell'indotto e del rilancio della ricerca e dell'innovazione nel settore".
Le critiche riguardano soprattutto gli strumenti attuativi della SEN messi a disposizione del governo per raggiungere gli obiettivi, come, per esempio, il fatto che il documento non sembra prevedere più incentivi per le fonti rinnovabili dopo il l’ultimo decreto di luglio (V Conto Energia). Secondo Zaghi, responsabile del Centro Studi di Aper, come apparso in un articolo su Agi Energia, è stato fatto troppo poco per supportare le fonti rinnovabili nella fase di transizione post-incentivi: "In particolare", continua Zaghi, "viene prevista un’ulteriore semplificazione delle procedure autorizzative, ma non viene data nessuna indicazione su come effettuarla mentre aste e registri vanno esattamente nella direzione contraria. Vengono citati i vantaggi fiscali (50% dell’investimento a detrazione IRPEF) già previsti in tema di risparmi energetici, tra cui l’installazione di impianti a FER. Ma ci si dimentica che tale misura sarà valida solamente fino al 30 giugno 2013, per poi valere il 36%; inoltre alcune Agenzie delle Dogane territoriali ne hanno rifiutato il riconoscimento".
Anche Kyoto Club (Organizzazione Onlus) critica il limite temporale della SEN,  "che punta al 2020 a fronte di programmi europei fino al 2050, creando poche certezze per gli investitori". L’associazione approva gli obiettivi, ma critica gli strumenti indicando un’inversione di tendenza: "si dovrebbe puntare su riqualificazione energetica dell’edilizia, produzione di biometano e incremento delle rinnovabili, senza dimenticare la riorganizzazione della produzione convenzionale da centrali".
Sulla stessa linea IFI (Industrie Fotovoltaiche Italiane) che, attraverso il suo presidente Cremonesi fa sapere che  "mancano indicazioni sulla politica di sviluppo industriale del comparto fotovoltaico, con misure programmatiche già vecchie, come il V Conto Energia, e inesistente sostegno dell’industria nazionale. […] Le misure di sostegno al mercato non dovrebbero scaricarsi in bolletta sul consumatore di energia elettrica. Per questo si dovrebbe dare il via alle detrazioni fiscali sulla riqualificazione degli edifici, alla revisione del meccanismo di Scambio sul Posto, a una dilazione sui debiti a medio e lungo termine e alla creazione di un fondo di garanzia governativo per l’accesso al credito».
Ascomac (Federazione Nazionale Commercio Macchine), pur mostrando apprezzamento per la pubblicazione della bozza, lamenta "l’assenza di temi strategici quali liberalizzazioni, privatizzazioni, generazione distribuita di energia, semplificazioni, fiscalità energetica, credito, formazione, certificazione ISO emobilità sostenibile, ma soprattutto la mancanza di un modello di organizzazione del sistema elettrico, basato sul mix di tecnologie e soluzioni impiantistiche più adeguato".
Anche il Wwf Italia ha commentato la Strategia Energetica Nazionale criticando il termine breve e proponendo una Roadmap al 2050, "con obiettivi intermedi anche al 2030, incorporando davvero l’obiettivo di arrivare alla completa decarbonizzazione [nel documento non si parla di questo argomento – ndr], con un obiettivo nazionale obbligatorio per l’efficienza energetica  e  soddisfacendo completamente la domanda energetica con le fonti rinnovabili, in linea con quanto sta avvenendo nella UE e nei maggiori Paesi Europei".
Il Wwf, inoltre, contesta la dichiarazione del Ministro Passera secondo la quale uno degli obiettivi è la riduzione della bolletta elettrica: "occorre riordinare la bolletta elettrica, mettere fine a storture ventennali costate miliardi ai consumatori, come il finanziamento dei combustibili fossili tramite la voce sulle rinnovabili, o la interrompibilità che molto difficilmente verrà mai interrotta, o il nucleare di 20 anni fa". Il problema in Italia, ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia, è "differenziare la bolletta in modo da renderla più equa e uno strumento per disincentivare  i consumi e non far pagare i maggiori costi alle fasce deboli o comunque meno ricche della popolazione".
Il WWF, infine, non ha condiviso la pubblicazione della bozza: "Non si capisce perché il Governo si fa dire cosa fare da chi ha interessi particolari e non interagisce con quella parte della società civile e con chi difende l’interesse generale e dell’ambiente".
 
Consulta la bozza del documento in formato Pdf
 
Fonti: Edilportale; Qualenergia; Agi Energia; Aper; Kyoto Club
 
 

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