Una cooperazione ai due lati opposti dello stivale ma che come non mai si trovano uniti nella progettazione di un futuro energetico pulito e rinnovabile. E' questo in sintesi il commento alla sigla dell'accordo tra Piemonte e Puglia, che sancisce la chiusura a qualsiasi ipotesi nucleare nelle due regioni, e rinvigorisce la strada che porta verso gli obbiettivi 20-20-20 fissati dall'Unione Europea. Un protocollo d'intesa, a firma Mercedes Bresso e Nichi Vendola, che dice chiaramente che la produzione di energia dal nucleare con le attuali tecnologie non sia sostenibile con i rispettivi territori e che quindi non sia una strada da percorrere.
"Continua purtroppo a esistere nel nostro Paese una scuola di pensiero che resta ancorata al modello del nucleare -sostiene la presidente Bresso- e fa resistenza allo sviluppo delle energie rinnovabili. Noi crediamo invece che il nucleare sia una scelta pessima, anche e soprattutto economicamente nefasta, che ha prodotto danni in passato e continuerebbe a produrne in futuro. Con il presidente Vendola siamo d'accordo nel ritenere che le rinnovabili siano una delle leve del futuro e che si debba recuperare il tempo perso investendo in ricerca, in attività produttive e in formazione, sviluppando progetti interregionali, incentivando lo scambio di buone pratiche tra regioni".
"Siamo il paese del sole e del vento, eppure siamo in ritardo persino rispetto alla Germania nella produzione di solare e fotovoltaico perché dal dopoguerra abbiamo puntato solo sul nucleare. Resto sconcertato quando ancora oggi sento parlare di un nucleare sicuro, che avrebbe risolto il problema dello smaltimento delle scorie: con la presidente Bresso concordo nel ritenere quel modello antieconomico, antie-cologico e anti-umano. E voglio anche ricordare i danni prodotti dalle nostre centrali a carbone, le cui emissioni generano un'esposizione a patologie mortali tra le più significative al mondo. Il problema energetico non può essere affrontato in chiave localistica, con il Piemonte vogliamo lavorare allo sviluppo di una nuova cultura della sobrietà energetica, investire nella formazione, condividere il meglio delle esperienze regionali messe in campo", continua Vendola.
Gli obiettivi previsti dal protocollo riguardano l'impegno a predisporre regole semplici e trasparenti per promuovere le fonti rinnovabili e il risparmio energetico, a progettare case e luoghi di lavoro eco-sostenibili, a promuovere la riduzione dell'intensità energetica nella produzione, l'uso dei mezzi pubblici di trasporto e dei veicoli non inquinanti, a sostenere una produzione agricola locale attenta ai valori e alle risorse ambientali, a mettere in campo azioni che impegnino i produttori di energia da fonti tradizionali a convertire il 20% della loro produzione globale, a sostenere scuole, università e mondo educativo perché sviluppino una cultura energetica più sobria e razionale, a ridurre il divario energetico che punisce i più poveri e svantaggiati e a dare la possibilità a tutti di prelevare e immettere energia attraverso una rete aperta e diffusa.
fonte: La Stampa




