Un progetto pilota unico nel suo genere in Italia, per stimolare lo sviluppo economico, producendo energia elettrica rinnovabile attraverso la tecnologia fotovoltaica. “Piemonte fotovoltaico” è un’occasione per i cittadini e le imprese, attraverso facilitazioni allo sviluppo di impianti fotovoltaici, di usufruire delle tariffe incentivanti introdotte dal D. M. del 19 febbraio 2007 (conto energia).
Impianti chiavi in mano. Potrebbe essere uno slogan, tanto più che si avvicinano rinnovi e avvicendamenti di molti mandati amministrativi in Piemonte, ma comunque sia nella Regione subalpina si continua a stimolare l’economia tramite iniziative che vanno nella direzione dell’incentivazione delle energie rinnovabili. “Piemonte Fotovoltaico” è l’adattamento su scala regionale del Progetto “10.000 Tetti FoTOvoltaici” attuato dall’Agenzia Energia e Ambiente di Torino sul territorio della Provincia.
Snellendo iter, incentivando alcuni “rimborsi spese” e coprendo i rischi il programma patrocinato dalla Regione è frutto di un accordo tra le Agenzie per l'Energia di Torino, Cuneo, Vercellese e Valsesia. La durata triennale, dal 2009 al 2012 dovrebbe permettere a cittadini e interessati di avere risposte, servizi e “aiuti” dedicati e univoci sul come fare e a chi rivolgersi per poter realizzare un impianto solare spendendo il meno possibile. Potendo usufruire, forse finalmente, del conto energia in modo diffuso per rientrare il prima possibile dei costi sostenuti. Al progetto possono aderire privati, imprese, condomini, soggetti pubblici e/o esercenti di pubblici servizi basandosi sul sistema di convenzioni integrate avviato tra i soggetti proponenti (le tre agenzie), le società del settore delle energie rinnovabili ed il sistema bancario locale. Gli step per ottenere il finanziamento sono quattro, iniziando dalla presentazione della domanda, che si effettua compilando la scheda di adesione sul sito http://www.piemontefotovoltaico.it/, oppure inviandola via email/fax. In entrambi i casi si devono fornire i propri riferimenti anagrafici e di contatto e rispondere ad un questionario informativo, necessario a verificare la pre-fattibilità dell’impianto. Una volta iscritti e ricevuta l’analisi di pre-fattibilità, si può richiedere la vera e propria analisi di fattibilità, a fronte di un piccolo anticipo, che verrà scalato dal costo dell’impianto ed inviando all’Agenzia di riferimento alcuni documenti: fotografie panoramiche del sito d’installazione, bollette dell’ultimo anno, planimetrie, ecc…
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Tipologia del richiedente |
Anticipo che verrà scalato | Rimborso - non rimborsabile |
| Piccole unità abitative | € 400,00 (+IVA) | € 150,00 (+IVA) |
| Condomini | € 750,00 (+IVA) | € 300,00 (+IVA) |
| Imprese <10kWp | € 650,00 (+IVA) | € 150,00 (+IVA) |
| 10kWp <Imp. <20kWp | € 750,00 (+IVA) | € 200,00 (+IVA) |
| Imprese >20kWp | € 1.000,00 (+IVA) | € 300,00 (+IVA) |
| Impianti MT | € 1.500,00 (+IVA) | € 550,00 (+IVA) |
Entro trenta giorni il candidato deve ricevere dall’Agenzia una risposta sulla fattibilità, nonché materiale informativo e la modulistica necessaria ad aprire un finanziamento con gli istituti bancari. Quindi verrà messo in contatto direttamente con le aziende installatrici assegnategli e riceve nel giro di circa 20 giorni tre offerte e proposte di impianto su cui orientarsi, oltre alle condizioni bancarie necessarie per realizzarlo. Sarà così possibile per lui selezionare l’offerta ritenuta più interessante e l’opzione finanziaria più consona alle proprie esigenze. A questo punto in breve tempo la banca prescelta completa la pratica di istruttoria del finanziamento e l’Agenzia controllerà che i progetti degli impianti fotovoltaici rispettino i migliori standard europei e che i componenti offrano garanzie tecniche minime. Il plafond a disposizione delle banche è di ben 45 milioni di euro. L’iniziativa mira così a ridurre i rischi degli investimenti nel solare (parte burocratica, di studio, possibilità di finanziamenti), con l'obiettivo di creare un sistema il più snello e tempestivo possibile per assegnare lavori e finanziamenti (evitando ritardi e lievitare dei costi).
Fonte: Regione Piemonte
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