Saluggia: si a nuovo impianto di stoccaggio scorie nucleari

Via libera del comune di Saluggia, in Provincia di Vercelli, alla ripresa dei lavori nell'impianto temporaneo D2, per lo stoccaggio di scorie nucleari già presenti nel sito. Continua in questo modo l'equivoco nucleare italiano nonostante il voto referendario.
 
Saluggia rappresenta i quesiti irrisolti intorno al nucleare italiano.  Perlomeno inmerito alla questione delle scorie radioattive, che vede da tempo la richiesta di buona parte dell'opinione pubblica della realizzazione di un deposito definitivo nazionale, in grado di conservare in sicurezza questi rifiuti speciali e di garantire ai cittadini tutti i controlli necessari.
"Custoditi" a detta di alcuni "non sicuri" a detta di altri, i rifiuti nucleari a Saluggia sono presenti da trent'anni. Retaggio della stagione nucleare italiana a cui si è cercato di tornare, idea prontamente bloccata dall'esito dei referendum dell'12 e 13 giugno scorsi. Con l'ordinanza firmata dal Sindaco possono così riprendere i lavori di costruzione del deposito temporaneo, precedentemente bloccato sempre da un'ordinanza comunale del 29 luglio dove si pretendeva il rispetto di determinate prescrizioni di sicurezza. Rassicurazioni che a quanto pare sembrano essere arrivate, anche se la Sogin e la Monsud Spa, ditte incaricate di gestione e costruzione nei loro rispettivi siti non danno grande pubblicità alla ripresa dei lavori. La volumetria complessiva del deposito temporaneo sarà di circa 30 mila metri cubi; ospiterà rifiuti a bassa e media radioattività dell'impianto Eurex di Sàaluggia (circa 4.300 metri cubi, di cui 2.300 già presenti nel sito e circa 2.000 metri cubi prodotti dalle attività di smantellamento dell'impianto). Per la sua costruzione sono previsti tre anni; al termine del trasferimento dei rifiuti già esistenti, l'attuale deposito sarà smantellato. Il deposito è progettato per una vita utile di 50 anni.
Nella pagine web della Monsud SpA neanche con una ricerca del motore interno s(al momento in cui scriviamo) si ottengono risultati alla parole Saluggia. Ma in entrambe le home page delle aziende campeggiano link e evocazioni ad energia e ambiente, eolica e fotovoltaica per la Monsud SpA (che progetta e realizza impianti di questo tipo), in merito alla sicurezza nel caso della Sogin (più difficile pensare a energie verdi e rinnovabili per la Società Gestione Impianti Nucleari). Comunque cercando bene sul sito della Sogin nell'area Sala stampa, qualcosa si trova, una paginetta di spiegazione su funzionalità e metrature  (quelle riportate nel precedente capoverso), con rassicurazioni sulla sicurezza dell'impianto, i cui costi non è detto che come in passato non gravino sulle bollette di tutti, e per la popolazione, il cui pensiero in merito risulta  assente dagli organi di stampa.

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Fonte: ANSA, Green Style, goigreen.virgilio.it

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