Curiosità sull’uva e sul vino

Alla scoperta delle più originali curiosità sull’uva e sul vino. Da San Barnaba all’uva senza semi, dalla differenza tra raccolta e vendemmia all’etimologia della parola vino , un viaggio tra leggende miti e proprietà.

SAN BARNABA

Il detto dice:“Se piove per San Barnaba, l’uva bianca se ne va; se piove mattina e sera, se ne va la bianca e la nera”.
San Barnaba, il cui nome era Giuseppe, si convertì al Cristianesimo, donando tutti i suoi averi e prese il nome di Barnaba, che significa “figlio della consolazione” o “figlio dell’esortazione”. Ma perché si collega San Barnaba al vino?
In vita il santo si guadagnò da vivere lavorando nei vigneti e viene invocato contro la grandine. Si narra che Dio lo pregò di fare un giro tra i vigneti della Francia per benedirli, ma il santo, gustando il vino, perse la strada per il Paradiso. Volendolo punire, Dio lo trasformò in statua. Viene spesso raffigurato con un grappolo d’uva in mano e la palma del martirio. Viene invocato per la protezione dei campi, delle vigne e dei vignaioli.
San Barnaba si festeggia l’11 giugno.

UVE APIRENE

In campo europeo ed italiano la maggiore novità nella viticoltura da tavola è costituita dal tentativo di introdurre le varietà apirene, senza semi, per la sempre maggiore attenzione che il consumatore tende a dare a questa caratteristica. Il fenomeno dell'apirenia nell'uva consiste nella produzione di acini senza semi: la terminologia è derivante dal nome apirenia, che in greco significa, appunto, senza semi. Queste uve sono conosciute commercialmente come uve apirene, uve senza semi, seed less grape, uvas sin semillas.
Tradizionalmente, l'uva senza semi è stata sempre destinata all'essiccazione per la produzione di uva passa, nota anche con il nome di uva sultanina. Negli ultimi anni sta assumendo un’importanza commerciale rilevante anche per il consumo di uva fresca accanto alle tradizionali uve con semi e i consumatori, oltre all’uva, gradiscono l’apirenia anche frutti quali clementine, kiwi, angurie e kaki.

RACCOLTA VS. VENDEMMIA

La raccolta dell’uva da vino è denominata vendemmia, mentre quella da tavola è chiamata semplicemente raccolta

VINO

La parola vino nelle varie configurazioni attualmente in uso (francese vin, inglese wine, tedesco wein, russo Винó, spagnolo vino, ecc.) deriva dal latino vinum, primo riscontro di assoluta certezza.
Nei dialetti greci jonico e attico il termine per indicare il vino è Οίνός (pronuncia oinos) che ha dato luogo al prefisso eno: nel nostro linguaggio e nelle altre lingue occidentali indica attività od oggetti attinenti al vino, ad es. enogastronomia, enoteca, enologo, non costituisce però il nome del vino come prodotto.

Proprietà dell’uva

Storia dell’uva

Fonte: agricolasanmichele.org; lastoriaviva.it; benessere.com.


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