Da tempo si parla della rivoluzione digitale che quotidiani e libri dovrebbero fare per rispondere alle nuove esigenze tecnologiche dei giovani, ma soprattutto alla crisi dell’editoria che ha nei costi di stampa e distribuzione, l’incidenza maggiore. Meno carta stampata significherebbe molto per l’ambiente, ma i tempi sono già maturi?
E un dibattito che si sviluppa da più punti di vista ed è condizionato da diversi fattori, ma partiamo dai dati di fatto. L’editoria tutta registra al pari di molti settori una crisi finanziaria che può essere superata solamente con costanza e con nuove idee per rilanciare il settore di appartenenza. I quotidiani sono l’apice di questa crisi, le spese aumentano e le vendite sono sempre più in calo perché internet offre possibilità informative che danno gli strumenti ai lettori di informarsi più rapidamente e soprattutto gratuitamente. Le nuove generazioni e alcuni settori professionali, hanno una domanda tecnologica che mira sempre di più a usufruire di fonti digitalizzate.
Partendo da questi dati si può ben comprendere quale aspettativa vi sia, da parte di alcuni settori, rispetto allo sviluppo dei lettori digitali, che ad oggi stentano a decollare. Il primo in assoluto è Kindle di Amazon, che da tempo mira ad espandere il mercato degli ebook. In Italia il quotidiano La Stampa sta sperimentando una versione ad hoc di un lettore, iLiad e iRex, commercializzati da Simplicissimus Book Farm, per un progetto che è in fase di test da molto tempo. Da un punto di vista parallelo, alcuni editori stanno sperimentando la versione scaricabile dei propri testi, e ad esempio la casa editrice Franco Angeli ha messo on line 250 libri in formato elettronico, che saliranno a un migliaio entro la fine dell’anno, l’offerta più ricca oggi disponibile in Italia nell’ambito dell’editoria universitaria e professionale, quella che molti ritengono la più indicata ad aprire la strada all’ebook.
Il vero problema, oltre a quelli tecnici a cui stanno lavorando da tempo gli esperti che stanno rendendo più riposante i lettori di ebook rispetto ad un computer grazie a particelle che riproducono l'inchiostro anche alla luce del sole e simulano le pagine stampate, sono legate ai diritti e al businnes. Internet è la patria delle risorse gratuite e dei diritti Commons, quindi il legare al pagamento l’informazione rimane un dubbio enorme. Anche se servizi già avviati come Itunes funzionano da tempo e sono considerati la base di partenza.
Il vero sogno rispetto all’editoria elettronica è quello di reintrodurre sul mercato titoli ormai introvabili e difficilmente ri-stampabili, usufruire di testi dinamici, con animazioni e integrazioni tra media, che permetta di ingrandire, annotare, sottolineare, ricercare, archiviare, in futuro anche ascoltare. Per il mondo scolastico l’ebook è l’ideale: per studenti, docenti, ricercatori, e chi deve aggiornarsi professionalmente, consentirebbe una modalità di lettura meno riflessiva, però più funzionale, in grado di garantire una immediata accessibilità alle informazioni cercate. Mentre nella scuola dell’obbligo, il sogno è alleggerire gli zainetti straripanti di pesanti volumi.
In ultimo, il vero problema odierno rimane quello legato ai costi, i lettori sul mercato sono ancora troppo cari e non consentono un vero acquisto di massa per tutte le categorie sopra-citate. Ma il fascino di un caro vecchio libro sarà facilmente superabile?
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