RAPPORTO LEGAMBIENTE ANIMALI IN CITTA’

E’ stato presentato il IV rapporto nazionale di Legambiente Animali in Città: una fotografia del livello di benessere dei nostri amici animali nella quotidiana convivenza e delle performance di Comuni e Aziende Sanitarie nel promuoverlo.
 
Partiamo da alcuni dati: nel 1999, anno del primo rapporto di Legambiente erano registrati all’ anagrafe canina 4milioni di cani e si stimava che ce ne fossero circa 5 milioni e ottocentomila, nel 2013 quelli registrati sono 6.940.000 e si stima una presenza di 15-18 milioni. Sempre nel 1999 erano valutati circa 30 milioni il totale degli animali di compagnia (comprendente rettili, roditori, pesci) mentre a fine 2013 tale cifra era salita a 75-80 milioni.
Numeri davvero impressionanti e in costante crescita che rendono indispensabile un’attenta analisi delle realtà sul territorio per valutare gli ambiti nei quali le amministrazioni possono focalizzare il loro impegno.
Esiste una condizione ideale alla quale ci si dovrebbe indirizzare che comprende zero randagismo canino e felino, anagrafi degli animali da compagnia al 100%, popolazioni di cani e gatti sterilizzate al 90%, alto numero di spazi aperti pensati ed attrezzati, uffici pubblici in grado di offrire tempestive risposte nel caso di ritrovamento di animali feriti e/o in difficoltà.
Esiste in Italia un territorio a misura di questo tipo di relazione?
Sono stati inviati dei dettagliati questionario, a tutti i comuni capoluogo di provincia e a tutte le aziende sanitarie, di queste hanno risposto 85 capoluoghi di provincia e 74 aziende sanitarie. Tra i criteri valutati la gestione dei canili e delle colonie feline, cani vaganti e iscritti all’anagrafe, il controllo demografico della popolazione canina/felina, la repressione dei maltrattamenti e il controllo delle regole di convivenza civili, i regolamenti comunali relativi agli animali. I dati emersi non sono dei più confortanti, hanno ottenuto un giudizio sufficiente solo 30 capoluoghi italiani su 85 e una valutazione buona o ottima solo 5; tra le aziende sanitarie i giudizi sufficienti sono stati 22 e quelli tra buono e ottimo 14.
E’ evidente l’urgenza  di rinnovare la complessa e plurale relazione con gli animali e consolidare una visione e una strategia condivisa tra i diversi attori istituzionali maggiormente responsabili (amministrazioni comunali, regioni, governo) e superare l’ancora scarsa consapevolezza delle fondamentali responsabilità individuali dei cittadini nel raggiungere risultati di successo e maggiore benessere nei nostri compagni non umani.

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