MobilitAria 2018

È stato presentato lo scorso 16 febbraio 2018, lo studio MobilitAria 2018 – Qualità dell’aria e Politiche di mobilità, in occasione dei tredici anni dalla firma dell’accordo di Kyoto.

Le città oggetto dello studio, nel periodo compreso tra il 2006 e il 2016, sono: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia. Il rapporto MobilitAria ha l’obiettivo di realizzare un quadro complessivo della qualità dell’aria e della mobilità nelle 14 città elencate.
Lo studio organizzato dal gruppo Kyoto Club-CNR IIA, parte dalla considerazione che in Italia non esiste un luogo dove vengono integrati i dati sulla mobilità urbana da mettere in correlazione con l’andamento della qualità dell’aria e l’ambizione è quella di rendere questo studio permanente, proseguendo in modo sistematico nella raccolta ed analisi dei dati con parametri di riferimento come: inquinamento acustico, congestione, dati di traffico e emissioni climalteranti.

In 12 mesi di lavoro lo studio si è sviluppato con diverse fasi di lavoro:

•    La raccolta dei dati disponibili in nel decennio 2006-2016 sulla qualità dell’aria attraverso le Agenzie Regionali per la protezione dell’Ambiente, che hanno il monitoraggio delle centraline poste nelle città e registrano l’andamento dei valori con metodologie conformi alla normativa in vigore;
•    La raccolta e rielaborazione dei dati di base inerenti le città: dimensione, popolazione, densità, reddito medio, verde urbano, condizioni meteo climatiche;
•    La raccolta dati sulla mobilità urbana: estensione ZTL, aree pedonali, piste ciclabili, trasporto pubblico, ripartizione modale, sharing mobility, tasso di motorizzazione, tipologie di veicoli e moto, incidentalità e mortalità, parcheggi di scambio e parcheggi su strada, licenze taxi e NCC;
•    La ricostruzione dei principali provvedimenti di mobilità realizzati dalle Amministrazioni comunali di regolazione, gestione, servizi di trasporto, reti ed investimenti, con i principali provvedimenti adottati;
•    Le analisi dei dati raccolti con lo studio delle tendenze in corso, la ricostruzione di indici, percentuali, grafici, per consentire una valutazione degli andamenti nel decennio, per comparare i dati delle città;
•    Rappresentazione grafica per rendere immediatamente comprensibili i dati e le tendenze.

Dallo studio emerge che, sebbene negli anni 2006-2016 si riscontri un miglioramento diffuso della qualità dell’aria, con una lieve riduzione della media delle concentrazioni annuali, le città sono ancora caratterizzate da livelli di concentrazione e numero di superamenti giornalieri oltre i limiti (PM10: 50 μg/m3 giornalieri, da non superare più di 35 volte per anno, 40 μg/m3 di media annua; PM2,5: valore annuale 25 μg/m3; NO2: limite orario 200 μg/m3 per massimo 18 volte l’anno; limite annuale 40 μg/m3).
A poter incidere sulla qualità dell’aria sono certamente i provvedimenti in materia di mobilità. Le analisi hanno riguardato diversi indicatori di mobilità quali Zone a traffico limitato, car e bike sharing, numero e tipologie di veicoli, trasporto pubblico locale nonché i provvedimenti amministrativi in materia. Dal rapporto emerge un andamento positivo, con realtà come il bike sharing, ma si segnalano conferme di problemi strutturali da risolvere, ad esempio il tasso di motorizzazione, diminuito in molte città nel primo periodo a causa della sfavorevole congiuntura economica del 2008, si attesta ancora su numeri troppo alti. Prima in classifica è Catania con 684 veicoli per ogni 1000 abitanti, segue Cagliari con 646 e Torino con 639; un andamento positivo si riscontra a Roma e Milano, rispettivamente con -13% e -10% nel decennio 2006-2016.

A.I.

Info
www.kyotoclub.org/docs/mobilitaria_r3.pdf

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