Fame: il pieno a stomaco vuoto

ActionAid, organizzazione internazionale no profit che si batte contro la fame nel mondo, l’Aids e per le adozioni a distanza ha lanciato una campagna contro la produzione di biocarburanti da fonti alimentari. Con la presentazione della benzina “Fame”, l’associazione spiega come un pieno di carburante rischia di costare un prezzo altissimo.
I recenti rapporti della Fao e dell’Ocse, dimostrano come lo sviluppo del mercato dei biocarburanti sia una delle principali cause della crisi dei prezzi dei prodotti alimentari che si è abbattuta sui mercati internazionali tra il 2007 e il 2008. Produrre carburante a prezzi bassi per i consumatori e l’ambiente rischia di divenire una condanna ulteriore per le popolazioni che già soffrono la fame nel mondo, sottraendo ad esse il cibo necessario, già scarso, per sopravvivere.
Questo perché i prodotti agricoli destinati a diventare biocarburanti competono con quelli destinati al consumo alimentare e spesso le multinazionali sfruttano i campi che i paesi espropriano ai contadini o ricavano dalla deforestazione selvaggia. Mentre i benefici per l’ambiente risultano marginali, il costo in vite umane risulta sempre più alto. Bastano due dati per aiutare a comprendere meglio la relazione tra biocarburanti e l’aumento della fame nel mondo: 2/3 dell’aumento globale della produzione di mais tra il 2003 e il 2007 si sono trasformati in bioetanolo; quest’anno il 10% di tutta la produzione mondiale di mais sarà destinata alla produzione di biocarburanti.
Per ActionAid i biocarburanti sono l’ennesimo ostacolo al problema della fame. La Direttiva Europea sulle Energie Rinnovabili sancisce, tra le altre cose, che entro il 2020 il 20% dell’energia complessiva consumata (10% nel settore dei trasporti) debba essere costituito da fonti rinnovabili. Questo è positivo. Ma, soprattutto nei trasporti, questo significa dover fare un ricorso massiccio ai biocarburanti.
Actionaid sollevando il problema e promovendo la campagna chiede:
  • una moratoria a livello europeo per congelare la produzione di biocarburanti agli attuali livelli
  • l’adozione da parte del governo italiano della normativa perché si arrivi agli obiettivi fissati attraverso un mix di energie che non preveda un’ulteriore ricorso ai biocarburanti.

Produrre biocarburanti significa trasformare il cibo in benzina e non risolve il problema dell’inquinamento ambientale, collegandosi al  sito  www.lafame.it si può partecipare alla campagna.

Fonte: ActionAid

Oltre a informazioni sulla <strong>campagna La Fame di Action Aid,</strong> su Effetto Terra, puoi trovare informazioni su iniziative di solidarietà, biocarburanti, dati e statistiche e analisi sulla fame nel mondo, e iscriverti a <a href="http://www.effettoterra.org/archivio-newsletter">newsletter</a>,<a href="http://www.effettoterra.org/directory">segnalare siti</a> e partecipare a <a href="http://www.effettoterra.org/forum">forum</a>, nonchè visitare i <a href="http://www.effettoterra.org/siti_consigliati.html">siti consigliati</a>, che trattano queste tematiche."

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