Riciclare è arte: Da cosa nasce cosa. Il ciclo di vita dei prodotti

In occasione dell’Open night e Notte dei ricercatori, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, ha inaugurato l’esposizione interattiva permanente “Da cosa nasce cosa. Il ciclo di vita dei prodotti”, realizzata in partnership con Amsa e Centro di Coordinamento RAEE.
 
La mostra vuole creare una nuova consapevolezza sull'impatto ambientale, sociale ed economico di un prodotto, imparando a differenziare, riciclare e gestire al meglio i rifiuti. La cura dell'ambiente passa infatti da attenzioni che ciascuno di noi può e deve adottare. Il tema del riciclo dovrebbe diventare sempre più presente nelle nostre vite quotidiane: non più legato esclusivamente al mondo della raccolta differenziata, ma collegato ad uno stile di vita eco sostenibile dove ciò che non serve più, non per forza deve finire nel bidone dell'immondizia.
La performance è suddivisa in 5 parti: progettazione, produzione, distribuzione, uso e dismissione. Per facilitare l’identificazione di questa partizione e rendere imprescindibile la comprensione del concetto di “ciclo di vita”, ogni fase è associata a un numero molto evidente all’interno dell’allestimento: 0, 1, 2, 3, 4.
L’esposizione alla fase di progettazione, non formalmente inclusa tra quelle che compongono il ciclo di vita, è stato assegnato il numero zero: la progettazione è infatti un punto nodale e fondamentale per un buon ciclo di vita. Le fasi di produzione e di uso sono solo introdotte in questa esposizione perché già approfondite in altre aree del Museo. Alla fase di dismissione è dedicato invece circa il 50% dell’esposizione, perché la più vicina ma spesso anche più oscura al pubblico.
Il progetto intende stimolare nel visitatore la consapevolezza che, per fare una corretta analisi dei vantaggi e degli svantaggi legati alla realizzazione di un oggetto, è necessario studiare l’impatto economico, ecologico e sociale del prodotto durante tutte le fasi della sua vita. Solo in questo modo infatti diventa possibile compiere scelte civili e sociali legate al suo quotidiano.
Pippo Ranci, presidente del consiglio di sorveglianza di A2a, ha aggiunto: “E' fondamentale la diffusione di una cultura della corretta gestione delle risorse, soprattutto tra le nuove generazioni. L'unica strada percorribile oggi quella della riduzione dei rifiuti, accompagnata dal miglioramento della capacità di gestione e riciclo. L'Italia in Europa è a metà strada tra i Paesi migliori, che riescono a non buttare nulla in discarica, e quelli peggiori, che invece buttano tutto”.
Il Gruppo A2A, primo operatore ambientale in Italia attraverso A2A Ambiente, opera ogni giorno per recuperare, riutilizzare e trasformare in energia i vari materiali. “Cerchiamo di fare questo nel miglior modo possibile, minimizzando gli impatti sull’ecosistema”: conclude Ranci.
Il concetto di ciclo di vita è raccontato anche attraverso installazioni artistiche appositamente realizzate. Nella fase di dismissione si trova l’opera “Relazioni tra componenti” di Andrea Sarzi Braga. A chiusura dell’esposizione uno spazio è dedicato all’installazione “Monumento all’uomo” dei Crash Toys, duo artistico composto da Dario Tironi e Koji Yoshida. Con i “corpi plastici”, Tironi e Yoshida, utilizzano materiali di recupero della nostra epoca per sviluppare una espressività contemporanea capace di affascinare e nello stesso tempo di far pensare sulle logiche consumistiche e le tematiche ambientali che affliggono il pianeta e, dunque, l’uomo moderno.
 
Fonte: museoscienza.org; ansa.it
 
 

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