Skateistan: Gli occhiali eco solidali

Da ogni tavola di skateboard si ricavano 50 paia di occhiali. Una parte del ricavato è destinato a Skateistan, una Ong nata dopo il viaggio dello skater australiano Oliver Percovich in Afghanistan.
 
Javier Mendizabal, skater professionista internazionale, lo sa bene: a volte una tavola da skate si può rompere e per quanto la si ami bisogna abbandonarla perché è impossibile metterla a posto.
C’è chi la conserva come ricordo di cadute e chi invece la porta con sé in un altra forma: è quello che succede con il progetto di Quiksilver e Vuerich B, marchio di sunglasses eco-friendly con sede a Barcellona, che hanno deciso di collaborare per produrre una collezione in edizione limitata di occhiali realizzati usando il legno delle tavole da skateboard inutilizzabili.
Le tavole di skate, robuste ma flessibili, non più utilizzabili per la loro funzione originale, dopo più di cinque ore di lavoro da parte di artigiani esperti diventano una montatura. I colori sgargianti delle grafiche delle tavole non vengono ridipinti ma diventano una caratteristica identificativa del prodotto: ogni paio è unico. Ma una testimonianza della vecchia tavola salvata dalla pattumiera rimane: chi acquista i cinquanta pezzi in edizione limitata online riceverà, infatti, una foto dello skateboard da cui hanno avuto origine gli occhiali e qualche informazione su chi l’aveva cavalcato.
L’invenzione ha uno scopo benefico: parte del ricavato sarà donato all’organizzazione non governativa Skateistan, nata dopo il viaggio dello skater australiano Oliver Percovich in Afghanistan. Per le strade di Kabul, un uomo su uno skateboard doveva apparire piuttosto esotico e Oliver veniva circondato da bambini incuriositi da questo mezzo di locomozione. Dopo aver portato in Afghanistan alcune tavole recuperate in Occidente, Oliver ha costruito il primo skatepark e la prima scuola di skate del Paese, tra gli anni 2009 e 2010.
Skateistan è una ONG, un modello creativo in grado d’integrare culture, usanze e sport teoricamente destinati a non incontrarsi mai. L’australiano Oliver Percovich forte della sua passione per lo skate vede un’opportunità per i ragazzi di Kabul, giovani innocenti che ogni giorno si scontrano con la durezza della guerra.
Un progetto dove lo skate diventa uno strumento educativo, capace di trasmettere i valori del rispetto, della solidarietà e della disciplina; un mezzo in grado di stimolare la creatività e fornire ai ragazzi nuove possibilità d’espressione.
L’ONG Skateistan non si è fermata solo in Afganistan. Infatti ha esteso la sua attività anche ad altri Paesi in via di sviluppo, tra i quali la Cambogia ed il Pakistan. Anche qui, l’obiettivo è di sviluppare nuove infrastrutture per esercitarsi in questa disciplina e offrire ai ragazzi la possibilità di scoprire una nuova passione.
 
Fonte: architetturaecosostenibile.it, nytimes.com
 
 

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