Vegetation as a political agent

Lʼesposizione intende indagare le implicazioni storiche e sociali del mondo vegetale alla luce della sempre più frequente rivendicazione del “verde” quale agente di cambiamento dei processi economici in atto e la crisi attuale. Torino, Parco d'Arte Vivente dal 31 maggio al 2 novembre 2014.
 
Articolata sul doppio registro di storia e attualità, Vegetation as a political agent mette insieme, e sullo stesso piano, interventi artistici e architettonici di tredici artisti internazionali, documenti di figure pionieristiche delle prime rivoluzioni ecologiche e apparati scientifici provenienti dal mondo botanico. Insieme alle opere e alle installazioni, la mostra comprende una vasta serie di illustrazioni e campioni vegetali, materiali dʼarchivio e manifesti prodotti in unʼampia varietà di contesti culturali differenti.
La geopolitica che ne fa da sfondo va dallʼOceano Indiano (Isole Mauritius e Réunion) alla Guinea-Bissau, dal Sudafrica al territorio messicano. La sezione storica e documentale della mostra nasce dalla collaborazione con lʼOrto Botanico di Torino che, grazie alla supervisione scientifica dellʼEx Direttrice Rosanna Caramiello, ha permesso lʼindividuazione di alcune specie pedemontane protette e in via di estinzione (la Peonia e la Marsilea, tra le altre) esposte nella serra del PAV. Accanto alle tavole degli erbari tratti dai volumi di Carlo Ludovico Allioni (che fu direttore dellʼOrto Botanico presso il Castello del Valentino nella seconda metà del Settecento e in stretto contatto con Linneo per la definizione dei sistemi di classificazione) sono esposte immagini, manifesti ed estratti di testi che sottolineano le possibili narrazioni del mondo vegetale sul piano normativo, conservativo e sullʼimpiego officinale di piante come la China e la Coca.
Allʼinterno e allʼesterno del PAV sono inoltre indagati i rapporti tra agricoltura e movimenti popolari nei documenti relativi alla figura di Amilcar Cabral, agronomo e politico guineense che portò la Guinea-Bissau e le isole di Capo Verde allʼindipendenza dal Portogallo; vengono esplorati il ruolo dellʼattivismo ecologico attraverso la figura di Mel King nel progetto di Nomeda e Gediminas Urbonas, i murales di Emory Douglas, uno tra gli esponenti del Black Power movement americano a difesa del proletariato rurale, e i campi di protesta treesitting nel Regno Unito indagati da Adelita Husni-Bey. Il rivoluzionario modello di riciclaggio dei rifiuti proposto dal pioniere George Chan è invece al centro della ricerca di Fernando García-Dory. Non ultimo, sono presentate forme di espressione e immaginari collettivi sui temi della rivoluzione verde palesate nelle maschere e nei costumi disegnati da Piero Gilardi e indossati nelle animazioni teatrali contro lʼimpiego di OGM nelle coltivazioni di mais (O.G.M. Free, 2014).
  • PAV | Via Giordano Bruno 31, 10134 - Torino
    Dal 31 maggio al 2 novembre 2014
    Orari: venerdì, 15 - 18; sabato e domenica, 12 – 19
    www.parcoartevivente.it
Fonte: PAV
 

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