Principe incontrastato della dieta mediterranea, il rosso ortaggio originario del Sud America ha conosciuto nello scorrere dei secoli un sempre maggiore successo nelle cucine di tutto il mondo, rendendolo una delle verdure più coltivate a ogni latitudine. Sapori e profumi che sprigionano un intenso gusto e che racchiudono virtù salutari insospettate.
Secondo i dati della FAO, il pomodoro, dopo la patata, è l’ortaggio più coltivato del pianeta, con una quota pari al 18% dell’intera produzione mondiale di colture orticole. La fortuna della rossa bacca è stata quella di impreziosire, sin dal suo arrivo in Europa, a seguito delle caravelle dei conquistatori spagnoli di ritorno dalle spedizioni di Hernàn Cortes, la cucina di molti paesi. Profumi, colori e sapori che ben conosciamo e che ne fanno uno degli elementi principali della dieta mediterranea. Originaria della zona compresa tra Messico e Perù la pianta del pomodoro con il suo prezioso frutto era già presente nelle ricette degli Atzechi, che avevano imparato a coltivarlo, facendo bella mostra di sé nel multicolore mercato di Tenochtitlàn, la capitale del regno di Montezuma, assai prima che divenisse il condimento nazionale nostrano e la base di infinite salse per le ricette tradizionali di ogni angolo del globo.
Oltre al licopene anche i flavonoidi, i pigmenti responsabili della colorazione delle verderue, contenuti nel rosso ortaggio sono materia di studio da tempo. I loro effetti benefici sulla salute umana ne evidenziano la capacità di aiutare a mantenere bassa la pressione, proteggere vene e capillari, prevenire le malattie cardiache e gli incidenti vascolari come gli ictus. Naturalmente bio è meglio, una ricerca condotta dall’Università della California, ha misurato i contenuti di due tipi di flavonoidi, la quercetina e il kampferolo, in campioni di pomodori disidratati, e ha rilevato nei frutti biologici il 79 per cento in più della prima e il 97 per cento in più del secondo.
Insomma viva la pappa col pomodoro per stare meglio con noi stessi, e con un po’ di attenzione ai prodotti naturali, anche con gli altri e con il pianeta, ricordandosi però di non esagerare nel mangiarli troppo acerbi, perché potrebbero disturbare la digestione e favorire la formazione di calcoli renali.
Fonte: www.ilpomodoroitaliano.it
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