Perchè ha scelto di aprire un negozio di detersivi alla spina?
La scelta dei detersivi alla spina nasce sicuramente da una spinta ecologica forte. In un momento in cui si sente così tanto parlare di "decrescita", credo sia necessaria un'inversione di tendenza proprio a cominciare dai piccoli gesti: in questo caso ad esempio, il riutilizzo dello stesso contenitore permette l'abbattimento della produzione di plastica, e quindi della produzione di rifiuti ed anche dei costi finali. Questo tipo di commercio è stato definito "a circuito chiuso": il riutilizzo non è limitato solo ai flaconi del cliente del negozio, ma anche agli stessi rivenditori, poiché i fusti da 50 kg, una volta terminati, tornano in magazzino per essere riempiti nuovamente. L'idea è che ogni prodotto venga riutilizzato continuamente, eliminando i costi di imballaggio e la produzione di rifiuti.
La distribuzione "alla spina" è un processo molto semplice: nel negozio si dispone di alcuni dispenser, fusti da 50 kg inseriti in appositi erogatori dotati di rubinetti. Il cliente consegna il vuoto che viene riempito e viene applicata l'etichetta del prodotto scelto. Nel caso in cui non avesse il contenitore può acquistarlo direttamente in negozio, ma viene ovviamente invitato a riportarlo nuovamente quando avrà terminato il detersivo. I prodotti alla spina sono ormai tantissimi, troviamo ad esempio dai prodotti per il bucato (a mano, in lavatrice, per capi scuri, per lana e delicati etc.) al lavapiatti, dal lavapavimenti alla cera, dallo sgrassatore ai prodotti per il corpo come saponi per le mani e bagnoschiuma.
Chi viene ad acquistare alla" spina"?
I clienti a cui si rivolge il commercio di detersivo alla spina sono principalmente di due tipi: da una parte, ovviamente, tutti coloro che sono particolarmente attenti al riutilizzo, alla differenziata, e che quindi sono già abituati ad avere comportamenti "ecologici" e di minor impatto possibile per il pianeta. Ma allo stesso tempo, numerosi sono anche i clienti che acquistano prodotti sfusi per risparmiare rispetto ai detersivi imballati: l'attività può quindi anche fungere da traino, cercando di abituare al riutilizzo, con l'aiuto del risparmio, una larga fetta di popolazione.
Quali sono le reazioni che riscontra nei clienti?
Le reazioni da parte della città sono state finora molto positive: se sommiamo il risparmio, l'eco- sostenibilità dell'attività, e l'altissima qualità dei prodotti in vendita, credo di poter dire che chiunque abbia provato il prodotto sia poi tornato a comprarlo e a provarne di nuovi. Sicuramente, è necessario vincere quell'attaccamento alle marche che si trovano nei supermercati, e soprattutto, bisogna prendere l'abitudine di non buttare via il flacone vuoto.
Si risparmia anche economicamente se si compra "alla spina"?
Facendo un confronto con altri prodotti ci i accorge che con questo sistema si ha un risparmio che va dal 20 al 40% rispetto ai detersivi imballati. Questo è determinato da almeno tre ragioni: la riduzione delle spese di pubblicità, l'abbattimento dei costi di imballaggio e la vendita di detersivi a formulazione concentrata, che permettono quindi di utilizzarne dosi minime.
Quali sono le caratteristiche di un' eco-attività?
Riciclo, risparmio e rispetto dell'ambiente. Queste sono le tre parole d'ordine che accompagnano l'attività di vendita dei detersivi alla spina. In particolare, grazie all'annullamento degli sprechi, il consumo di plastica si riduce di ben 500 volte. Inoltre per ogni chilo di prodotto si risparmiano 850 gr d'acqua, 95 di petrolio e diminuisce di 110 gr l'emissione di CO2. Basti pensare che in una regione come il Piemonte, dove la vendita di detersivi alla spina è più diffusa, nell'ultimo anno il consumo di plastica è diminuito di 6 tonnellate, quello di cartone di 3 tonnellate, e di acqua di 26 milioni di litri.
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