Biutiful cauntri

E’ di questi giorni la notizia della condanna irrogata al governo della Repubblica italiana da parte della Corte di Giustizia europea per sanzionare le palesi e reiterate inadempienze nella gestione rifiuti in Campania. La pena è una pesantissima multa: a titolo forfettario 20 milioni di euro subito e 120 mila euro al giorno finché il problema delle discariche campane non verrà risolto.
 
Sembra davvero impossibile che un problema da anni conosciuto ancora oggi non abbia trovato una valida soluzione; la gestione degli attuali rifiuti si innesta su un altra annosa tragedia quello dell’inquinamento provocato dalle innumerevoli discariche abusive create dalle ecomafie.
Già nel 2007 un rabbioso documentario fotografava la disastrosa situazione, si tratta di BIUTIFUL CAUNTRI realizzato da Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio e Peppe Ruggiero. Il film parte e si chiude con delle pecore: malate, sporche, avvelenate dalle diossina che, loro malgrado, diventano la metafora di un territorio nelle medesime pessime condizioni.
Nel lungometraggio si alternano dolenti ritratti di luoghi a testimonianze di allevatori, agricoltori, pastori, che raccontano di un territorio avvelenato, che infetta sia le risorse dell’agricoltura, come le fragole e i pomodori, che quelle dell’allevamento come le bufale il cui latte diventa mozzarella contaminata. Ora che i media, prima colpevolmente indifferenti, si sono accorti della Terra dei Fuochi ci accorgiamo che il culmine della catena di inquinamento è l’anomalo e vertiginoso aumento dei tassi di mortalità di bambini ed adulti per patologie legate al quotidiano avvelenamento.
Nello spiegare il perché del titolo il regista racconta come l’idea gli sia venuta sentendo una frase dell’allora ministro dei beni culturali Francesco Rutelli che andava in giro a dire “Italia isbiutiful” in un inglese un po’ maccheronico. Questo per far rilevare meglio il contrasto tra l’immagine ideale di quel luogo bellissimo che è la Campania e le cronache quotidiane, fatte di fusti interrati e  liquami sversati.
Il filmè stato molto apprezzato dalla critica cinematografica (il Morandini gli assegna quattro stellette) sia per l’impegno sociale che per la vivida messa in scena; alcuni critici lo hanno definito un documentario a “lunga conservazione” nel senso che, purtroppo, è ancora sempre di più attuale visto che oggi a sette anni dall’uscita nelle sale non c’è ancora una soluzione.
 
Fonte: Morandini, Dizionario del Cinema, Mymovies
 
 

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