Eco Azione! One man, one cow, one Planet

Peter Proctor, protagonista del documentario diretto da Thomas Burstyn, incarna un nuovo tipo di eroe: invece di combattere il problema, egli semplicemente ne vive la soluzione. Proctor, agricoltore neozelandese da molti definito come il nuovo Gandhi, è uno dei promotori di un rinascimento produttivo, lento ma progressivo, fondato sullo spirito e sulle applicazioni dell'agricoltura biodinamica.
One man, one cow, one Planet è un film ispirato alle attitudini di un uomo (Peter Proctor) che, con la pazienza e la tenacia tipica di coloro che amano la terra e la lavorano con le proprie mani sta contribuendo a mutare le tendenze agricole in India e nel resto del Mondo. Questo documentario offre esempi di vita reale e suggerimenti didattici a proposito dei principi che regolano le coltivazioni fondate sulla biodinamica, compresi i metodi per migliorare la qualità della terra e della produzione agricola.
Proctor viene seguito dalle telecamere attraverso un viaggio che lo conduce in fattorie distribuite variamente nel territorio del subcontinente asiatico e che già si affidano a tecniche tradizionali di coltivazione; qui, con la semplicità che lo contraddistingue, mette in pratica quei principi della biodinamica che accrescono la produttività delle colture e restituiscono autosufficienza alle aziende  e ai lavoratori. Centrale e simbolico per Peter Proctor è il ruolo della mucca che, sacra in India, esemplifica con il suo metabolismo il ciclo naturale per il quale tutte le cose devono tornare alla terra. Ed è il suolo morente dell'India, depauperato delle sue sostanze nutritive da micidiali fertilizzanti e pesticidi, che può venir arricchito nuovamente di humus grazie a corrette pratiche di compostaggio e di irrigazione. E' così che la terra esausta e i suoi disperati agricoltori vengono salvati da un improbabile eroe la cui missione è quella di aiutare un intero settore messo in ginocchio da multinazionali come Monsanto. Quella terra che prima, a causa dell'uso di additivi chimici, era dura come la roccia ora, da quando viene nutrita da compost e concimi naturali, è diventata (lo dicono i braccianti) morbida come cotone e poi come burro, facile da coltivare.
L'azienda del Missouri specialista in biotecnologie agrarie ha condizionato pesantemente l'economia indiana, imponendo il credo della cosiddetta green revolution, vero biocolonialismo che, in nome di uno sviluppo legato all'esportazione, ha obbligato per decenni all'abbandono delle coltivazioni destinate all’alimentazione locale. Le conseguenze di un tale mercato vengono ben descritte dal lavoro di ricerca della giornalista francese Marie-Monique Robin nel suo Le Monde selon Monsanto, dove viene messo in risalto l'avvilimento degli imprenditori le cui esistenze si estinguono di pari passo con l'inaridimento dei loro terreni. Ma quella minoranza di agricoltori ispirati da Proctor, si affida ormai da tempo a tecniche per le quali la terra e l'aria letteralmente si ripopolano e riedificano un sistema nel quale la pioggia nutre regolarmente i campi rigenerati e dove non c'è praticamente necessità di pesticidi, visto che sono di nuovo gli uccelli a difendere le colture dai parassiti.
Una buona salute dipende dalla qualità del cibo che si assume e i presupposti per i quali gli alimenti possano sostenere il nostro benessere psicofisico stanno nelle caratteristiche del suolo. E' un fatto certo che la nostra esistenza sia legata alla salute del Pianeta ed in particolare alla composizione del terreno e il resoconto delle circostanze benefiche riportate da One man, one cow, one Planet offre l'opportunità di sperimentare come la scelta produttiva dei singoli e la volontà di coltivare in modo naturale e localizzato, siano una grande promessa di prosperità per il mondo intero.
Come afferma Peter Proctor (It's so easy, come on people, wake up), è la consapevolezza, del proprio impegno nella rivalutazione della terra, il primo passo verso una democrazia edificata su criteri per i quali i risultati del lavoro e della produzione di alimenti siano, alla fine, equamente distribuiti e giustamente condivisi.

One man, one cow, one Planet (Un uomo, una mucca, un Pianeta) – 2007
New Zealand - 57'
Regia: Thomas Burstyn
Produzione: Cloud South Films

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