Eco Azione! Waste Land

Waste Land, documentario di Lucy Walker presentato al recente festival Cinemambiente di Torino, testimonia quanto l'arte influisca direttamente sulla vita delle persone. Attraverso la forza interiore dei protagonisti del suo film, la regista londinese dimostra come le opportunità e la volontà di riscatto possano mutare ogni circostanza, anche la più avvilente e drammatica.

Motivo conduttore dell'opera della Walker è l'arte di Vik Muniz, che sceglie di offrire il suo genio alla causa dei catadores, i raccoglitori di rifiuti riciclabili nella smisurata discarica di Jardim Gramacho a Rio de Janeiro. Dal suo studio di Brooklyn, l'artista brasiliano concepisce un progetto che corrisponde alla riflessione intima secondo la quale la responsabilità dell'artefice debba incidere sulle esistenze degli uomini e, superando la banalità della frenesia improntata al successo finanziario degli artisti contemporanei, mette in pratica la sua propria utopia rivestendo di nuovi valori i prodotti del suo talento. Va oltre, Muniz. Lui che usa la creatività facendo i conti con la creazione, a volte incomprensibile o apparentemente inutile, la ri-compone e le dà significato;  e qui, nell'ambito universale di questo mondo dei rifiuti, di cui Jardim Gramacho è il simbolo e la metafora, traccia esattamente il confine tra casualità e causalità reinventando e ricreando le immagini che gli si prospettano. Lo scenario è caotico, quanto può esserlo letteralmente un territorio popolato dall'immondizia e dal disordine sociale: in una delle più vaste discariche del Pianeta, si muovono silenziosi e invisibili, ma unici portatori di dignità, i catadores che nella melma e nel sangue recuperano e riciclano rifiuti di ogni genere per pochi dollari al giorno; essi stessi sono considerati rifiuti, la schiuma di una società che non li riconosce e li abbandona alla violenza esistenziale e alla minaccia costante delle gang che imperversano nella waste land. Ed è in questo contesto che la misura dell’umanità di Vik Muniz risalta e si accompagna alla particolarità meravigliosa delle sue opere.
Così, quello che poteva aver le caratteristiche inedite del lavoro artistico a sostegno di una situazione sociale disperata, si arricchisce di nuovi significati e l’avventura umana, il cui scopo era dare visibilità con la fotografia ai catadores sullo sfondo di una messa in scena fatta di oggetti e materiali salvati dalla spazzatura, si fa più profonda e il progetto acquista una dimensione completamente nuova. L’artista e i raccoglitori si ispirano a vicenda e i modi e la portata della loro collaborazione fondano una nuova idea: proprio come Muniz con la sua arte non fa semplicemente immagini ma le trasforma, gli uomini e le donne di Jardim Gramacho reinventano la propria quotidianità essenziale, vanno al di là della pura lotta per la sopravvivenza, si riprendono la vita. In questo senso, il film ci mostra come una persona, un'idea, un desiderio, può portare gioia e speranza dove c'era solo dolore e disperazione; tratta inoltre dell’onnipresenza spesso deliberata dei rifiuti, della società del consumismo e del riciclo sempre più necessario, ma parla poi di arte nella sua sostanza, come prodotto di mercato ma anche come bene necessario per sostenere lo spirito umano.
A partire dal lixo extraordinário (la straordinaria spazzatura nella versione portoghese del film) dell’immensa periferia di Rio, Vik Muniz conduce i catadores alla sua base operativa strappandoli per un istante eterno alla convenzione negativa delle loro consuetudini; li invita a partecipare a un processo creativo, inizialmente inatteso, che prende spunto dagli oggetti stessi del loro lavoro. Da questo momento, l’artista e i raccoglitori creeranno insieme e la natura dell’arte accrescerà l’amicizia degli uomini e trasformerà i dettagli fotografici della discarica in collage macroscopici che riceveranno gli onori che spettano al capolavoro.
Il paradosso del successo moltiplica i frutti dell’intuizione di Muniz e l’ironia della storia diretta da Lucy Walker sta nel fatto che alla fine saranno proprio i ricchi, che negano i rifiuti, a fare a gara per acquistare foto di pattume firmate Vik Muniz. D’altra parte, l’opera più grandiosa la propongono ogni giorno i catadores di Jardim Gramacho che, grazie al loro lavoro, fanno di questa discarica il luogo dove sono stati ottenuti i migliori risultati al mondo a proposito di riciclo.

Waste Land (Terra Desolata), 2010
Gran Bretagna, Brasile - 98'
Regia: Lucy Walker
Produzione: Almega Projects, 02Filmes

Fonte: http://www.wastelandmovie.com/

Traduzioni a cura della Redazione di Effettoterra

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