EcoAzione! Freakonomics, il Film

Freakonomics, the Movie è l'adattamento cinematografico del saggio Freakonomics: A Rogue Economist Explores the Hidden Side of Everything. Gli autori Steven Levitt and Stephen Dubner, con il supporto della direzione di un team di registi abituati ad affrontare argomenti non tradizionali, ripropongono nel film la loro personalissima idea di economia applicata ai comportamenti umani.
 
Il metodo non ortodosso che regola i criteri di studio dell'economista Steven Levitt e l'impronta pop della scrittura del giornalista Stephen Dubner hanno dato vita nel 2005 al fenomeno letterario Freakonomics, esperienza che i due autori ripetono nel 2010 con il documentario Freakonomics, the Movie tratto dal loro libro campione di vendite.
Assemblando tra loro i termini freak (che significa basilarmente cosa od occorrenza irregolare o inusuale) e economics (da intendersi qui come scienza sociale che concerne la teoria e le modalità di produzione e di consumo di beni o servizi), Levitt e Dubner hanno creato il neologismo freakonomics. Questa parola emblematica che sta nel titolo della loro opera - potrebbe essere resa in straneconomia nella nostra lingua - pur essendo praticamente intraducibile, dà però l'idea del loro intendimento divulgativo a proposito di economia e delle leggi che la regolano in relazione alla condotta degli individui nella società.
Il lungometraggio Freakonomics, the Movie, il cui tema dominante è l'importanza dell'incentivo come strumento in grado di condizionare in modo netto gli atti di ogni essere umano, tratta argomenti anche specialistici per mezzo di strumenti di analisi non convenzionali e si rivela, a seconda dei passaggi, sorprendente e divertente, illuminante e profondo.
Il film richiama alla mente la composizione di un libro, strutturato com'è in una vera e propria introduzione e nei capitoli che ne cadenzano i ritmi e progressivamente ne rivelano i ragionamenti. Ogni capitolo viene alternato con le riflessioni degli autori che man mano commentano i momenti del loro lavoro a beneficio dello spettatore.
Partecipano alla regia collettiva documentaristi come Morgan Spurlock (Super Size Me), Alex Gibney (Enron: The Smartest Guys in the Room), Heidi Ewing e Rachel Grady (Jesus Camp), Eugene Jarecki (Why We Fight) e Seth Gordon (The King of Kong), ognuno di loro a dirigere un segmento specifico del lungometraggio.
I casi che vengono studiati nel corso della proiezione esprimono alcuni problemi concreti del vivere quotidiano; ognuno di questi viene messo in inattesa – ma coerente – relazione con circostanze di più vasta importanza allo scopo di rendere comprensibili fenomeni economici e sociali paradigmatici.
Essenzialmente, gli argomenti microeconomici della ricerca di Levitt e Dubner si concentrano su questioni che appaiono di soluzione evidente ma che, affrontate da un punto di vista non conformista, aprono a conclusioni sorprendenti e chiarificatrici. Così per esempio, la scelta del nome di battesimo per i nuovi nati è da venir considerato un rito che non incide sul futuro di un uomo, poiché è la società in cui si cresce a determinarne il destino.
Tra gli altri argomenti trattati in Freakonomics, the Movie, riesce a sbalordire l'insospettabile fenomeno secondo il quale a “imbrogliare” nei test sono a volte gli insegnanti che li propongono (e non gli studenti!) con lo scopo paradossale di esaltare la validità dell'istituto scolastico in cui operano. Risultano inoltre decisamente interessanti sia l'indagine che rivela quanto il calo della criminalità in determinate aree degli Stati Uniti è da mettere in relazione con la legalizzazione dell'aborto (non è il miglioramento del sistema di polizia a frenare in prospettiva il crimine, ma la scelta di non procreare figli indesiderati), sia la spettacolare mini inchiesta che accerta le analogie tra due mondi lontani come quelli del Sumo o del Mercato finanziario che condividono la convenzione sistematica che li rende sacri e, quindi, indiscutibili e non soggetti a controllo.
L'esperimento finale, summa didactica del film, determina l'efficacia della promessa di un premio in denaro a incentivare l'impegno al miglioramento per gli studenti.

Ma quale può essere in definitiva l'essenza del contributo di un'opera così specifica come Freakonomics, così precisa, diremmo, nel suggerire la necessità di visioni differenti da quelle imposte dai sistemi dominanti? Secondo noi ciò che consigliano gli autori è l'invito alla scelta e alla consapevolezza delle nostre azioni perchè in fondo riprendere possesso della propria personalità, con o senza incentivi, è l'unico modo per dar forma a ogni verità individuale e collettiva e, a dispetto di ogni irrecuperabile passato, per determinare la realtà del presente e quella del futuro.

Freakonomics, 2010
USA, 90’
Regia: Heidi Ewing, Alex Gibney, Seth Gordon, Rachel Grady, Eugene Jarecki, Morgan Spurlock
Produzione: Chad Troutwine Films, Cold Fusion Media Group, Green Film Company

Fonti: Sito ufficiale

Sito di interesse: il Libro

Traduzioni, commenti e ricerche a cura della Redazione di Effettoterra

 

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