EcoAzione! Grasso, malato e moribondo

“Fat, Sick & Nearly Dead” documenta la trasformazione di Joe Cross che, oltre 40 kg sovrappeso, decide di impegnarsi in una dieta on the road basata sul consumo esclusivo di succhi di frutta e di verdura preparati da lui stesso. Il risultato sarà sorprendente al punto da modificare radicalmente le sue scelte di vita future.
 
Joe Cross, pluricompetente imprenditore australiano con il fisico alla Michael Moore e le attitudini alla sperimentazione di Morgan Spurlock, è un uomo d'affari che si accorge improvvisamente di aver sprecato la maggior parte della sua vita rivolgendosi alla corsa per il successo senza pensare minimamente alla salute. Quando riesce a focalizzare l'attenzione sui disturbi che lo torturano, si rende conto che il suo peso supera i 140 kg, si vede invaso da un'orticaria cronica causata da disordini al sistema immunitario e si riconosce rovinosamente dipendente dalle pillole prescrittegli che ogni giorno deve assumere a decine. Afflitto da una pericolosa apatia esistenziale, si ribella alla sua condizione e si imbarca in un'avventura americana che coinvolge con alterne fortune la maggior parte delle persone che incontra nel corso del suo viaggio nutrizionista. Con una centrifuga per succhi di frutta e verdura a fare da strumento comunicativo, generalmente in prossimità dei fast food più in voga, egli accosta sconosciuti – per la maggior parte nelle sue stesse condizioni fisiche e con una evidente passione per il junk food - e li invita a gustare con lui le sue specialità. Il sorriso accattivante e i modi convincenti di Joe fanno da corollario a disquisizioni sulle particolarità e sulle utilità della sua nuova scelta alimentare. Gli incontri occasionali, intervallati dai momenti rivolti alla ricerca assidua della migliore miscela possibile di vegetali, costituiscono l'accorgimento scenografico di cui l'autore e protagonista del lungometraggio si serve per condurci con lui attraverso un percorso che lo vede migliorare di sequenza in sequenza e in questo senso, sebbene l'approccio documentaristico non sia veramente sensazionale, man mano che allo spettatore è data la possibilità di approfondire la conoscenza di Joe Cross, cresce l'interesse per un'esperienza che ha lo scopo evidente di risvegliare una stima di sé che può portare al recupero del perduto benessere fisico e mentale.

Joe si è imposto un esperimento che duri 60 giorni e il suo metodo si rivela valido nei momenti in cui, con volontà programmatica, egli si concentra, più che sulle difficoltà dell'impresa, sui successi progressivi che insieme lo vedono perdere peso e dipendenza per i farmaci a ritrovare uno stile di vita equilibrato.

Fat, Sick & Nearly Dead, cronaca della intima missione di Joe Cross che gli permette di riacquistare la salute, è un film che può essere fonte di ispirazione per coloro che intendono visualizzare la potenzialità per la quale il corpo umano ha in sè l'abilità dell'autoguarigione, quando medici e trattamenti tradizionali hanno fallito nel loro compito istituzionale. L'esempio forte di Joe e di alcune delle persone che si imbattono in lui sulle strade e nei ristoranti statunitensi dà in effetti valore al motivo conduttore del documentario che sostiene che gli unici responsabili per la nostra vita siamo noi stessi. Ma, se certamente il lavoro di Cross ha i suoi meriti didattici per ciò che riguarda il risveglio dell'autodeterminazione, la sua impronta essenzialmente empirica può d'altra parte spingere gli osservatori meno attenti ad abbracciare una filosofia incompiuta che non presta l'attenzione dovuta alle complicate connessioni psicofisiche che regolano l'approccio umano al cibo.
Così, considerato l'ampio panorama divulgativo nel quale si va a incastonare, Fat, Sick & Nearly Dead ha poco da aggiungere alle discussioni  in materia di cibo e nutrizione. Ma i continui accenni di Joe Cross al fatto che l'auto-aiuto sia il migliore strumento di crescita possibile, ricordano in modo rimarchevole quanto sia centrale l'appello alla responsabilità per la maturazione personale e per il riconoscimento della coscienza collettiva in un mondo che, ahimè, spinge al consumismo, alimentare e non, come ovvio espediente utile a riempire i vuoti esistenziali.

Fat, Sick & Nearly Dead (Grasso, Malato e Moribondo), 2010
Australia, USA - 97'
Regia: Joe Cross, Kurt Engfehr
Produzione: Us & Us Media, Faster Production

Traduzioni eventuali, commenti e ricerche a cura della Redazione di Effettoterra

Fonte: Sito Ufficiale

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